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giovedì 11 febbraio 2016

L'anima che noi diamo alle macchine

Giuro che quando ho scritto il post precedente sull'impatto che i robot potranno avere sulla nostra vita non avevo ancora letto l'Anima delle macchine, di Paolo Gallina. Anzi, non l'avevo ancora acquistato.
E' che anche lui parla del Tamagotchi, quel dispositivo elettronico che non faceva nulla se non costringere il proprio "padrone" ad occuparsi di lui, e del successo inaspettato. Quel giocattolino di fatto costringeva ad interagire attivamente con la macchina che lo rappresentava e, anche se ci si rendeva conto in modo conscio che si aveva a che fare con pochi grammi di plastica e materiale elettrico, si veniva inconsciamente attirati dalle interazioni in qualche modo affettive che si credeva di poter instaurare.


Qui la chiave interpretativa del nostro interesse per gli automi, ma anche per gli animali e persino per le cose inanimate è l'interazione che si stabilisce con essi. Nel momento in cui vengono a far parte della nostra cerchia d'attenzione, le interazioni con essi acquisiscono significato.
L'autore  introduce la metafora della zattera. Ogni cosa che riesce a salire sulla zattera della nostra vita riceve la nostra attenzione. Giocoforza, automi che dovranno dividere con noi gli spazi quotidiani, saranno oggetto di trasformazione da utensile a  partner, quantunque in qualità di schiavo.
Già questo succede con alcuni degli strumenti elettronici con cui abbiamo a che fare ogni giorno. A chi non è capitato di assegnare qualità ( di solito negative) ad un PC che  non  si comportava nel modo desiderato?
Insomma, la tesi de l'Anima delle macchine è che l'interazione anche affettiva con le macchine che ci supporteranno nel molto prossimo futuro sarà imprescindibile, e che la vera singolarià sarà quando nella percezione umana non ci sarà differenza tra naturale e artificiale, tra reale e virtuale, tra la natura e le macchine.







mercoledì 30 settembre 2015

Il mistero di Enigma colpisce l'occidente




Enigma
Il fascino che uno strumento apparentemente simile ad un vecchia macchina per scrivere  ha esercitato nelle ultime generazioni  è sorprendente.
In fondo non era altro che un insieme di cavi intrecciati, ingranaggi che stabilivano contatti, il tutto in una scatola con sormontate una tastiera e una sua replica con tasti luminosi.
Sto parlando di Enigma, la macchina crittografica usata dall'esercito nazista ( alcune anche da quelli italian e giapponesi) e che dotò loro una certa supremazia strategica sino a che dapprima i servizi segreti polacchi poi gli inglesi,  non riuscirono a decifrarne il funzionamento.
Alle prese con i codici cifrati generati da quella macchina ( che aveva a suo favore la -relativa- semplicità d'uso e soprattutto la portabilità ) ci fu anche quell'Alan Turing descritto recentemente nel film "The Imitation Game". Il genio di Turing fu fondamentale per realizzare le macchine decrittatrici dai nomi evocativi di "Bomba" e "Colossus".
Il tutto fu realizzato in gran segreto, tanto che solo negli anni settanta si cominciò a togliere il velo sull'immane lavoro di intelligence determinante per le sorti della guerra.

Risultati immagini per bombe turing
i rotori della Bomba
Sono però tanti gli aspetti legati a Enigma che intrigano chi si accosta alla sua storia:  il TOP SECRET  durato trent'anni, il coinvolgimento di Alan Turing,la sua personalità complessa e la sua stessa vicenda, la rivelazione di una guerra vinta non solo con gli eserciti ma anche con l'intelligenza.

Forse un'altra consapevolezza si aggiunge. il fatto che la crittografia sta dominando, nascosta, il nostro mondo digitale. Tutte le transazioni finanziarie sono criptate,  sono necessarie password  a prova di bomba ( è il caso di dirlo) per ogni accesso internet, l'Internet of Things richiede un alto livello di sicurezza affinchè la casa e gli elettrodomestici non siano preda di inopportuni intrusi.

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Alan M. Turing
Certo è che la sfida a Enigma fu  causa di una accellerazione nello studio e realizzazione dei calcolatori elettronici, L'impianto teorico di Alan Turing, i progressi nell'uso delle valvole termoioniche, l'architettura di Von Neumann, Tutto nell'arco di pochi anni.  E in pochi anni il concetto di demandare calcoli e ragionamenti sempre più complicati ( non complessi, eh! ) ma ripetitivi ad una macchina si va affermando ovunque. Solo un decennio più tardi in Italia inizia la sfida della Calcolatrice Elettronica Pisana.


Ci troviamo a usare quasi inconsapevolmente ( mi correggo, per la maggior parte della gente si può omettere il quasi ) tecnologie di altissima complessità, diffusesi in breve tempo e inconcepibili  solo pochi decenni fa. Dovremmo tenerlo in considerazione ogni volta che usiamo con eccessiva leggerezza gli strumenti social.




giovedì 3 settembre 2015

Ex Umbris

Chi segue questo blog si può rendere conto che, oltre a porre l'attenzione su una innovazione ragionata, amo investigare come nel passato si siano poste le basi, scientifiche, tecnologiche e umane per arrivare al punto odierno e proiettarsi in un futuro che molto probabilmente ci condurra oltre le stelle.
Con questo spirito ho lavorato ad ex Umbris, un progetto di cui  avrete forse sentito parlare in questa e in altre sedi social, avendo  di tanto in tanto pubblicato materiale ad esso riferito.
Sono felice ora di annunciarvi che è disponibile presso tutti gli store la versione ebook del romanzo

Ex Umbris - il codice nascosto

Sullo sfondo l'avventura del primo calcolatore italiano, la Calcolatrice Elettronica Pisana,  evento poco noto ma che meriterebbe più attenzione da parte dei media; in primo piano la fiction di un brillante ingegnere che sviluppa in segreto un codice. Rimasto occultato per molti anni, viene riscoperto da due ragazze amiche dell'uomo. Il percorso per venire a capo di questo mistero sarà sorprendente.




Appunti
Commento sul mio taccuino ( cartaceo e in web) gli argomenti che di volta in volta mi sembrano più interessanti, con un obiettivo semplice: cercare di migliorare e rendere più chiara la mia visione del mondo. E se questo può aiutare anche voi, ne sono felice.