La cultura è quella parola che inizia guardando l'uomo
e si completa guardando il mondo
sabato 21 giugno 2014
Un frammento di Luce
E' evidente nella trasparente innocenza dei bambini, ma lo scorrere del tempo rende tutto opaco. I dolori, le delusioni, le sconfitte, sovrappongono strati di indifferenza, di cinismo. E quanto mostriamo agli altri e` il guscio rigido e freddo dell'egoismo e della solitudine.
Solo pochi mostrano bagliori di quella Luce.
Sono coloro a cui i dolori, le delusioni, le sconfitte hanno limato la scorza, liberandone la Luce che alberga sotto di essa.
Questa sera, alla celebrazione di saluto per l'imminente partenza di padre Emilio Spinelli, ho intravisto un po' di quella luce.
L'ho trovata nel timbro caldo e nelle parole di Sandro, negli abbracci, negli sguardi di Emilio, nel clima di informale calore durante la celebrazione ( quanto ce ne sarebbe bisogno, di calore ), nelle pacche sulle spalle, negli applausi.
Ringrazio Dio di averci dato persone come Emilio e Sandro, come i nostri missionari, che portano l'attenzione alle persone, il servizio per la societa` al primo posto. E che importa se la celebrazione non si attiene alle esatte parole del messale....
lunedì 18 ottobre 2010
Madrugada III
Di sabato, poi.
Pero` ci alziamo comunque ad un orario in cui il sole fatica a sorgere.
Cosi` sono in giro, davanti alla chiesa per la precisione, in quel momento del sabato nel quale ci si prepara per le attivita` usuali, uscire, fare la spesa, riassettare la casa.
Ma di persone in giro, poche.
Sul piazzale, Sandro.
Lo chiamo, si volta, mi vede, sorride.
Mi colpisce come sempre il timbro della sua voce e i suoi occhi che perforano i miei, quasi a cercarmi l'anima per dirmi, "sono qui".
E` a casa e gia` ha nostalgia dell'altra casa, il Brasile. Ma e` contento di rivedere i profili della Grigna e del Resegone su a Nord.
Si scambiano abbracci, due parole, ci si saluta: deve organizzare la sua permanenza, le messe, gli incontri.
Lo rivedo nei giorni seguenti, un paio di volte, in a bicicletta, io protetto dall'anonimato della scatola di latta dell'auto.
Se dovessi usare una immagine per rappresentare Cristo ai giorni nostri userei questa.
Sandro, don Sandro Spinelli, che percorre le strade del mondo in bicicletta.
giovedì 15 ottobre 2009
Madrugada
giovedì 7 maggio 2009
La parola e lo sguardo

Sandro ha la parola.
Penetra nell’anima, attiva emozioni, ti invita a cercare Dio, soprattutto negli altri, anche se sono anni ormai che lo hai dimenticato.
Nelle parole di Sandro c’è tutta la sofferenza e la gioia del seguire Cristo sino in fondo.
Emilio ha lo sguardo.
Negli occhi chiari, dono di famiglia, si ritrova lo sguardo del padre felice per il figlio ritrovato, del padre in ansia alla ricerca di un futuro per i propri figli.
Il suo sguardo spiega l’accoglienza , l’apertura ad un rapporto con gli altri che non è fatto di dogmi, verita` assolute, o di costrizioni, ma solo d’amore.
Nel campeggio continuo che è la sua missione, Emilio conquista i cuori non con le parole, ma con l’esempio e con lo sguardo.
Perche` dico questo?
Perche` mi sento di dissentire in parte con chi afferma che la fede non deve dipendere dall’intensita` dell’emozione, o dall’innovazione posta nell’interpretare un rito , o da una declinazione non del tutto ortodossa dei riti stessi, specie se questi si fanno portatori di tradizione.
È vero, serve una fede adulta, che vada al di la` dei simboli e delle emozioni.
Ma è anche vero che la fede è una alchimia imperfetta tra ragione e cuore, con entrambe le componenti allo stesso livello di importanza.
E la fede si trasmette con le parole e con lo sguardo.
( nelle foto, i fratelli don Sandro e padre Emilio Spinelli )
Commento sul mio taccuino ( cartaceo e in web) gli argomenti che di volta in volta mi sembrano più interessanti, con un obiettivo semplice: cercare di migliorare e rendere più chiara la mia visione del mondo. E se questo può aiutare anche voi, ne sono felice.