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lunedì 21 aprile 2008

25 Aprile

Qualche tempo fa il nostro amico Claudio mi ha donato una raccolta di poesie da lui composte nel corso degli anni.
Penso di fare cosa gradita a tutti se ne riporto una sul 25 aprile, del 2005, sempre attuale, a parte l'accenno ai sindaci. E' in dialetto milanese, per i non autoctoni appeno ho qualche minuto posto la traduzione.

Buona Lettura













25 April

Fan festa i partigian,
quei pocc che’ restàa,
quei cun't la memoria,
e col cör in man,
han mai dì nigut, han mai parlàa,
ma han scrivü la nostra storia.

Fa festa al sindic e un para d'asesur,
che per 'sto dì hin ubligàa,
andà in corteo insema ai comunisti,
col Camerani, che cun't fervur,
"bella ciao" al ghe fà cantà,
e scultà el discurs sui tudesc e fascisti.

Fa festa tüta la gent,
quela semplice, quela unesta,
che tachen föra dal balcun,
la bandera cun't tanti culur al vent,
e la spera che la stessa festa,
per tüt al mund la sia dabun.

Fa festa tüta la cumpagnia,
nei ricordi d'un amis,
che se pö minga desmentegà.
l'è là in ciel, setàa giù a l'umbria,
suta 'na pianta del paradis,
ghe disum "grazie" per quel che'l ga dàa.

Fan festa i passaritt,
che cun't la stagiun bela,
cinguetan prest a la matina,
nascündù fra i ram bei fitt,
quand se smorza l'ultima stela,
e l'aria l'è ‘mo buna e fina.


Fan festa i tusan,
che g'han voia de balà,
sugnà per 'sta ucasiun,
de truà in un stagn,
un sciat de trasfurmà,
cun't un basin pien de pasiun.

Fan festa i urtulan,
che caten i prim maset,
d'isalata e d'erbiùn,
"l'è primavera, oh tusan!"
andem in da l'urtaia a braset,
schiscem al prà cum'è un burlùn.

Fem festa, grande festa,
l'è el 25 april, la liberasiun,
dai tudesc, fascisti e tira pèe,
fasem insema la prutesta,
cuntra el guvernu Berluscun,
perché sem amòo cum'è 'sti an indrèe.

Fem festa anca mi e ti,
che suta la tempesta e in mes al vent,
vestì da la festa, cun't i anei in man,
propri in 'sto dì,
in una geseta tra amis e parent,
hem cumbinà un bel dagn.



Claudio Fedeli, 2005





martedì 22 maggio 2007

Al di là degli schieramenti

Al di là degli schieramenti, al di là delle radici locali o nazionali, c’è una categorizzazione della politica che è trasversale.
Proverò ad elencare alcune di queste categorie.
Ci sono persone che hanno idee per Cernusco, e altre che, non avendone, ricorrono ai temi di interesse nazionale per ricondurre la discussione su binari più consolidati.
Ci sono persone animate da un sentimento di rivalsa, da una ansia di realizzarsi attraverso gli strumenti della politica e che per questo si gettano nella mischia elettorale, e altre che semplicemente pensano “cosa posso fare per la mia città?”
Ci sono quelli che paventano rivoluzioni copernicane nel modo di intendere la vita sociale se prevarrà questa o quella coalizione, e altre che prefigurano scenari in cui a prevalere sarà il dialogo, il confronto, la partecipazione.
Ci sono persone che concepiscono la legalità a senso unico, contravvenendo alle regole se in contrasto con i propri scopi, e altre che la concepiscono nel segno del rispetto.
Agli elettori è richiesta una opera di discernimento , ancora una volta , senza strettamente sottostare alle divisioni destra, centro, sinistra - e questo va contro gli interessi miei e dei miei amici, ma non me ne vogliano - perché in ambito locale (ma anche nazionale), la differenza la fanno le persone, per capire di cosa (di chi) effettivamente Cernusco ha bisogno.

sabato 12 maggio 2007

E le biciclette?

Passo l'incrocio di Via Manzoni, via Torriani e scorgo due cartelloni, provvidamente eretti in queste ultime settimane di campagna elettorale. Mi avvicino, illustrano il progetto del rifacimento dell'incrocio che ho appena superato. Non sono urbanista, non ho niente da dire sull'idea di predisporre l'ennesima rotonda e sistemare l'area prospiciente la scuola. Noto però una cosa, comune a praticamente tutti gli interventi sulla viabilità fatti negli ultimi anni. Le biciclette sono sostanzialmente ignorate: niente corsie preferenziali, nessuna soluzione urbanistica che le agevoli. Tenendo conto dei problemi che affliggono una città come la nostra, assediata dai flussi automobilistici che la stringono in una morsa micidiale, non facilitare per quanto possibile l'uso del mezzo che è secondo solo ai piedi quanto a praticità e facilità di movimento in ambiente urbano è quantomeno sintomo di miopia politica. L'evoluzione di una città non si misura dall'altezza dei propri grattacieli, ne dalla qualità dell'aredo urbano, ma da quanto una città è attenta ai suoi abitanti, alle proprie esigenze, alla loro qualità della vita.

venerdì 20 aprile 2007

Transition towns



Cernusco sul Naviglio una transition town?


Usare solo le biciclette, installare pannelli solari, costruire in modo ecologico, non sprecare materie prime. Impossibile? Eppure alcune città ci stanno provando (http://www.transitiontowns.org/).

"You never change things by fighting the existing reality. To change something, build a new model that makes the existing model obsolete."

"Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, realizza un nuovo modello che renda quello esistente obsoleto"

Buckminster Fuller (USA, 1895-1983 )

giovedì 5 aprile 2007

Mi impegno con Vivere Cernusco

Una città non cresce insieme ai palazzi e alle grandi opere. Una città cresce se ha radici profonde, se cresce nei suoi abitanti il senso del bene comune, il gusto per la bellezza, la voglia di partecipazione. Mi impegno perché tutto questo sia possibile.
Appunti
Commento sul mio taccuino ( cartaceo e in web) gli argomenti che di volta in volta mi sembrano più interessanti, con un obiettivo semplice: cercare di migliorare e rendere più chiara la mia visione del mondo. E se questo può aiutare anche voi, ne sono felice.