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giovedì 20 settembre 2018

Credo


Ho visto i pilastri della Creazione, incubatori di stelle bambine, grazie a un occhio puntato dagli uomini sull'universo.

Ho conosciuto la materia oscura, i neutrini,   le innumerevoli particelle che compongono la nostra realtà  grazie allo studio e all' immaginazione degli scienziati.

Ho compreso la storia della Terra e dell'uomo grazie a chi ha scavato nelle sue viscere e ha portato alla luce tracce di conoscenza.

Ho capito la potenza del pensiero, la sua indipendenza, la capacità di diffondersi senza barriere, difese, contenuti.

Ho ammirato la generosità di chi offre tutto se stesso affinchè altri possano stare meglio.

Ho assistito, impotente, al declino lento e progressivo di una vita, e ho sperimentato il peso del fardello degli anni e della malattia.


I pilastri della creazione - nebulosa dell'Aquila
courtesy of Hubble, NASA


E allora Credo.

Credo nella realtà dell'universo, nel suo essere infinito e indefinito, nel nostro essere parte stessa del tessuto spazio-tempo, nell'infinitesima piccolezza del nostro mondo.

Credo nella vita, splendido fiore inesplicabile tra tutti i fenomeni che questa realtà contempla, sola opposizione al degrado dell'entropia.

Credo che la vita umana, e la vita di tutti gli esseri coscienti che sono nell'universo,  sia ciò che dà senso all'esistenza dell'universo stesso.

Credo nella conoscenza, nella ricerca, nello studio, che danno senso al lavoro e alle opere degli uomini.

Credo nell'interazione, cuore dell'esistenza , e nel suo riflesso sociale ,  la relazione.

Credo nell'amore, collante universale, interazione unica delle forze del mondo, energia pura che muove il sole e l'altre stelle.

Credo in Lei che è  parte di me, e credo a Lei che crede in me perché sono parte di lei.


E Credo in Dio. un Dio che comprende tutto questo e lo racchiude nella sua essenza.

Un Dio che è la sostanza e il significato  di quanto esiste nell'universo, ma che allo stesso tempo lo regola, lo governa.
Un Dio che si manifesta, ma secondo le capacità di comprensione di ciascuno. 

Un Dio che prova amore, che è amore, perchè l'amore è relazione sublime.

                                                              
                                                           

venerdì 25 agosto 2017

Complessità, estetica, amore

Appunti di viaggio


In questi giorni di vacanza sarà capitato a molti di ammirare opere d’arte e d’ingegno, sia architettonico che ingegneristico, e di provare un qualche grado di emozione.
Più l’artista è stato bravo nella ideazione e nella realizzazione dell’opera, (cioè se l’opera riflette in modo chiaro e efficace l’idea iniziale dalla quale è scaturita), più l’emozione è grande.
Inoltre, solitamente una maggiore complessità del linguaggio espressivo determina un maggior sforzo di interpretazione ( per questo è utile l’ausilio di guide cartacee, multimediali o in carne e ossa).
Risolto questo sforzo, la mente prova soddisfazione per il raggiungimento di un risultato e questo stimolo positivo verrà sempre associato a quell’opera d’arte.
Del resto la complessità può essere caratteristica di un rapporto amoroso.
Si può certamente apprezzare una persona per la sua bellezza o per qualche caratteristica speciale (essere fan di Usain Bolt per le sue performance atletiche o di Katy Perry per le sue canzoni oltre che per la sua avvenenza), ma si ama una persona nella sua completezza e complessità, cosa difficile da cogliere attraverso i media.

Confrontarsi con un opera d’arte costringe a mettersi in relazione con l’autore, abbattendo la distanza temporale tra lui e noi. Interazione che è tanto più importante quanto più lo è l’opera che stiamo ammirando. In questi casi è come se si svelasse la complessità del pensiero dell’artista, come se si mostrasse senza pelle, senza protezioni. E si resta sgomenti di fronte a tanta grandezza.
Lo ho provato qualche anno fa al cospetto della Nike di Samotracia, o di Amore e Psiche di Antonio Canova, lo ho provato poche settimane fa nella basilica della Sagrada Familia. Essa si apre ai nostri occhi come un vero e proprio faro, un enorme rappresentazione  del mondo esteriore a spiegazione del mondo interiore, spirituale.

Ci si sente avvolti, protetti dalle linee ardite e complesse delle colonne e delle volte, sorpresi dalle geometrie insolite, ma allo stesso tempo proiettati nel mondo, collegati con tutti gli uomini della terra mediante i grandi flussi di luce che invadono gli spazi interni, si  espandono  rimbalzando sulle pareti, sugli archi, frangendosi sulle cortine e sui cordoli, riflettendosi sulle ceramiche.
E tutto questo è specchio del pensiero profondo dell’architetto Antoni Gaudì, che è stato in grado di renderlo universale attraverso un linguaggio comprensibile a tutti.

Esporsi alla bellezza moltiplica  la nostra percezione, espande i limiti della nostra coscienza oltre che della conoscenza, trasforma le informazioni in emozioni. Sta a noi alimentare questa percezione e farne strumento utile nel vivere quotidiano.


martedì 23 maggio 2017

"La tentazione di essere famiglia" ovvero "Voglia di tenerezza"

E' stato un periodo, questo, in cui io e mia moglie Gabriella ci siamo confrontati mediaticamente  (al cinema e  nella letteratura) con molti temi legati alla famiglia.
va beh, non siamo noi...
Nelle serate gentilmente concesseci dai nostri figli (!), abbiamo assistito alla proiezione di, in ordine sparso:
"Mamma o Papà?": leggera commedia - troppo leggera, direi superficiale -  su separazione e figli, con finale consolatorio;
"Moglie e Marito": fantascientifico scambio di genere in una coppia in crisi, stereotipi smascherati e risate autoironiche sessiste ( nel senso che ognuni ride delle manie e dei vezzi del proprio sesso);
"Lasciati andare": Psicanalista ebreo cinico e annoiato, quasi separato, incontra spumeggiante e malandrina personal trainer, che lo schioda dalla stasi e gli fa apprezzare di nuovo la vita;

"Famiglia all'improvviso, istruzioni non incluse": tenera e appassionante avventura di un padre suo malgrado;

"La tenerezza":  drammatico doppio affresco sulla genesi della violenza domestica e sulla solitudine.

E' su questi ultimi due che mi vorrei soffermare. Il primo vede la rocambolesca costruzione, mediante l'esplosiva fisicità del bravo Omar Sy, di una famiglia non convenzionale. Tra lacrime e risate, propone interrogativi su quale sia il vero cuore pulsante di una famiglia.
Il secondo, tratto (un po' troppo) disinvoltamente dall'ottimo libro di Lorenzo Marone, "La tentazione di essere felici." ci mostra invece come questo cuore pulsante possa essere infranto, perchè bellissimo ma fragile.
Da diverse angolazioni, tutte queste opere credo intendano ribadire che è insita nell'uomo la voglia di famiglia, di rapporti di tenerezza con "altri"  da sè.  Ed è solo soddisfando questa esigenza nel senso più alto possibile ( rispetto, attenzione, amore, appunto) che ci si realizza in pienezza.

Spazio, tempo, materia, energia, informazione => interazione

Propongo qui  una apparentemente ardita comparazione.
Carlo Rovelli, nel suo magistrale Sette brevi lezioni di fisica  illustra il mondo fisico come " un pullulare continuo e irrequieto di cose, un venire alla luce e uno sparire contonuo di effimere entità" e  propone una teoria ( Teoria della gravità quantistica a loop) che designa come componente fondamentale un oggetto minuscolo "loop" che racchiude una certa quantità di energia e che non esiste in se, ma in relazione con i suoi simili con i quali interagisce. Questi loop non occupano lo spazio, ma sono essi stessi spazio,  non agiscono nel tempo, ma "sono essi stessi la sorgente del tempo". Quindi Rovelli  si domanda: " Dobbiamo accettare l'idea che la realtà sia solo interazione?"

Non è forse vero questo anche in senso psicologico? L'evoluzione ha portato  a rendere indispensabile l'interazione tra gli esseri umani, per sopravvivere dapprima, poi per migliorare sempre più la propria condizione.  Questo ha influito sulla identità di ogni singolo uomo.
Noi esseri umani, non siamo "reali" se non quando interagiamo con gli altri, quando entriamo in relazione?
E quanto più la relazione è profonda, piena, tanto più ci sentiamo arricchiti, godiamo della pienezza di senso della nostra vita.
E le azioni, e gli errori che inevitabilmente talune azioni comportano, non sono altro che tentativi di arricchire relazioni, scoprirle, rinnovarle.
Siamo assaliti in ogni momento dalla tentazione di essere innamorati, essere  coppia, essere famiglia, vivere una relazione che sia senso al nostro vivere.
E'  una tentazione bella, alla quale però non sempre siamo in grado di rispondere.

Ma non per questo non dobbiamo provarci.


sabato 21 giugno 2014

Un frammento di Luce

Tutti noi custodiamo un frammento della Luce di Dio dentro di noi.
E' evidente nella trasparente innocenza dei bambini, ma lo scorrere del tempo rende tutto opaco. I dolori, le delusioni, le sconfitte, sovrappongono strati di indifferenza, di cinismo. E quanto mostriamo agli altri e` il guscio  rigido e freddo dell'egoismo e della solitudine.
Solo pochi mostrano bagliori di quella Luce.
Sono coloro  a cui i dolori, le delusioni, le sconfitte hanno limato la scorza, liberandone la Luce che alberga sotto di essa.
Questa sera, alla celebrazione di saluto per l'imminente partenza  di padre Emilio Spinelli, ho intravisto un po' di quella luce.
L'ho trovata nel timbro caldo e nelle parole di Sandro,  negli abbracci, negli sguardi di Emilio, nel clima di informale calore durante la celebrazione ( quanto ce ne sarebbe bisogno, di calore ), nelle pacche sulle spalle, negli applausi.
Ringrazio  Dio di averci dato persone come Emilio e Sandro, come i nostri missionari, che portano l'attenzione alle persone, il servizio per la societa`  al primo posto. E che importa se la celebrazione non si attiene alle esatte parole del messale....

giovedì 29 agosto 2013

Letture sull'Amore e un paio di sorprese

Le sorprese, legate al compimento del mezzo secolo, sono quelle che vedete in foto: un gradito tablet da 8 pollici, che funziona molto bene anche come e-reader (a dispetto dei  puristi ; avendo provato anche il kindle, io tutte queste difficolta` di lettura non le ho trovate), e quel supporto alla lettura che ho scampato sino ad ora ( un oculista aveva vaticinato l'uso degli occhiali, ma sono passati sei/sette anni da allora ) , ma mi ritrovo a dover utilizzare specialmente alla sera o con font molto piccoli.
Dei libri che mi son portato in vacanza, alcuni erano di argomenti tecnici inerenti al mio lavoro ( un giorno o l'altro parlero` anche degli aspetti della collaborazione attraverso i social network aziendali ) che ho piluccato per cercare informazioni utili.
Sorprendentemente, e me ne sto rendendo conto ora mentre scrivo queste righe, i tre libri di narrativa  che ho avuto tra le mani quest'estate hanno a che fare, in un modo o nell'altro, con la famiglia.

Il primo in realta` e` il poema erotico/amoroso per eccellenza, conosciuto come Cantico dei Cantici. L'ho riletto nella versione tradotta e commentata da Ceronetti, un classico di Adelphi che una famosa catena di librerie ha rimesso in circolo in edizione speciale. Avevo letto alcune versioni parecchi anni fa, e avere tra le mani il testo ha riacceso in me la voglia di  ( provare a ) studiare un po' questo sorprendente testo.

In "Non so niente di te" di Paola Mastrocola, si narra di una famiglia apparentemente vincente, padre avvocato, madre architetto, figlio con una carriera ben guidata, da economista.  Ma le apparenze nascondono una ribellione interiore ( che purtroppo a volte prende il sopravvento nella narrazione, appesantendo un po' il flusso del romanzo, per altri versi magistralmente scritto ) che si concretizza con uno stratagemma del figlio, che una volta scoperto sconvolgera` le vite di tutti.

Anche "Non volare via" di Sara Rattaro racconta di una famiglia. Alle prese, in una narrazione a tratti scioccante, con la rottura della normalita`, costruita con fatica a tutela di un figlio disabile, per un tradimento e la sparizione della figlia adolescente. Basta un momento, un bacio in piu`, e il fragile castello ipocrita crolla trascinando  tutto l'amore che si e` disposti  a dare: "quando si tratta della nostra vita ecco arriva il caos, perche` mettere in ordine significa trovare una logica, fare una selezione, quindi perdere qualcosa. O qualcuno." 

Non e` difficile notare che questi due romanzi sono dominati da una negazione. Espressa anche nel titolo da quell'avverbio "Non so niente di te", "Non volare via".

Vivere intensamente la famiglia significa comunque negare qualcosa, rinunciare ad una liberta` presunta che a volte si rivendica, significa negare le proprie aspettative verso i figli, ("voi siete l'arco dal quale, come frecce vive, i vostri figli sono lanciati avanti"-cit. G. K. Gibran  ) , negare percorsi che usino la famiglia come supporto per il proprio esclusivo successo.

La scoperta di questa negazione, di questo dover rinunciare per avere e` il cammino, il percorso di coppia e di famiglia.



Anche nel Cantico vi e` una negazione. Non una assenza, perche` Dio  sostiene le fondamenta dello scenario nel quale si muovono i due amanti, ma nel Cantico Dio non appare, non viene nominato. Quasi volesse rinunciare a se per esaltare l'amore umano. Non ha bisogno di essere citato, perche` a detta di Ceronetti: "nel niente erotico sacralizzato le grandi realta` dubbiose, Uomo, Anima, Corpo, Sapienza, Dio esistono in figure viventi di attirati reciprocamente, abbracciati, intrecciati, e nello stesso tempo di fuggitivi, sospiranti, separati, desiderosi, introvabili. " 
Personalmente non ritengo che il Cantico dei Cantici sia una metafora del rapporto tra l'umanita` e il divino, quanto il perfezionamento di quello che viene detto in Genesi 2, 14:  "Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. Ora tutti e due erano nudi, l'uomo e sua moglie, ma non ne provavano vergogna."

E il cerchio tra le tre letture agostane si chiude.




giovedì 30 ottobre 2008

Memoria, scrittura e vino

Quasi dimenticavo: qualche tempo fa ho scritto un breve racconto per un concorso denominato "Letti in un sorso".
Penso che si sposi al clima di questi giorni di ricordi: il titolo è Rosso e Frizzante e lo trovate qui

martedì 6 maggio 2008

Lucidare la mela


Ci sono persone che lucidano la mela, lavano la superficie con accuratezza, ne tolgono le impurità, lustrano anche il picciolo, ma non l'addentano, non ne assaporano il gusto.

Sono sacerdoti che parlano dell'amore di Cristo senza essere capaci di trasmettere un briciolo di amore verso gli altri.

Sono politici e uomini pubblici senza idee, entrati in politica con il solo scopo di conquistare una poltrona sicura.

Sono studiosi incartapecoriti nei loro paradigmi autoreferenziali, senza il coraggio di esplorare strade nuove.

Sono persone incapaci di dedicere cosa fare della propria vita, vivendo con il timore di consumarsi, senza capire che in questo modo diventano un po' come certi salotti delle nostre nonne, perfettamente in ordine ma mai usati, che la vita si svolgeva altrove

giovedì 10 gennaio 2008

I tre fiori.

Una leggenda.


Ho pensato di fare un racconto che usasse alcune delle leggende delle nostre montagne, contaminandole con un pizzico di fantasy. Se volete, lo potete trovare in questa pagina, assieme ad altri racconti vecchi e nuovi. Questo e` l'incipit:


Risplendevano i fiori di croco nei prati vuoti dell'ultima neve.
Lavinia passeggiava tra le erbe, cantando.
A volte sostava, le punte dei piedi immerse nelle fredde acque
del disgelo, e le pareva di udire la voce delle anguane, le fate
dell'acqua, che dal ruscello dispensavano consigli e
ammonimenti.
Giovane era, e bella, la sua voce dolce come il mormorio del
vento tra le foglie del sorbo, il suo passo leggero come il regolo
che saltella sulla neve appena posata, la fama della sua
bellezza era giunta sino alla pianura.
Il popolo di Conturines l’amava, ed ella ricambiava il loro
affetto, dispensando carezze ai bambini e parole buone a tutti,
ma a volte la malinconia la prendeva, cessava il canto e fissava
l'orizzonte sino al calare del sole, sognando ad occhi aperti
terre lontane che non avrebbe mai raggiunto. (continua)

Buona lettura.
Appunti
Commento sul mio taccuino ( cartaceo e in web) gli argomenti che di volta in volta mi sembrano più interessanti, con un obiettivo semplice: cercare di migliorare e rendere più chiara la mia visione del mondo. E se questo può aiutare anche voi, ne sono felice.