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giovedì 7 aprile 2016

Riconciliarsi coi lupi

Non sono fanatico dei riti, persino la pausa caffè con i colleghi cessa di andarmi a genio quando diventa rito obbligato e non occasione di incontro. Tuttavia la lunga frequentazione liturgica specialmente negli anni giovanili mi ha dato un imprinting con il quale spesso mi confronto. In queste ore una frase di  un cantico spesso usato nella Liturgia delle Ore, e tratto dalla lettera ai Colossesi, mi è tornata in mente:

"riconciliare a sè tutte le cose".

La riconciliazione con il mondo è qualcosa a cui dobbiamo aspirare, anche senza essere guidati da una ispirazione cristiana.
E' la chiave di volta del nostro vivere della natura e nella natura ( le isole artificiali chiamate città poggiano sul resto del mondo naturale, del quale non potremo mai fare a meno).



Ispirazione di questo pensiero è stata la lettura di "La Luna è dei Lupi" dell'amico Giuseppe Festa (ci saremo visti un pugno di volte nella vita, ma è difficile non considerare amico un tipo come Giuseppe). 
Una storia di lupi e uomini.
Una storia di sopravvivenza.  
Ma non, come sarebbe facile pensare, del branco di  lupi protagonisti,  che nella storia si trovano a dover abbandonare il Parco dei  Monti  Sibillini, alla ricerca di un luogo sicuro dove vivere e allevare i propri cuccioli.

A dover sopravvivere a se stesso è l'uomo.

Dalla storia scritta da Giuseppe, ho imparato questo. Di inquinamento e di pressione antropica, di ecologia e di sviluppo sostenibile, di risorse rinnovabili e consumo critico si parla da molto tempo, ma mai come oggi abbiamo la capacità, le tecnologie per vivere in armonia con la natura sostanzialmente senza rinunciare ad un adeguato tenore di vita.

Tutto sta nel coraggio di fare scelte, anche dolorose, nel superare la paura di non essere in grado di guidare il proprio branco, nel trovare  strade nuove per disporre delle risorse necessarie. Quello che fa il capobranco Rio.

E quando tutto è compiuto, quando la Luna che riappare nel cielo invita alla speranza, la riconciliazione tra gli uomini e il regno naturale diventa possibile.

E anche noi, gente di città,  possiamo sognare, e pregare,  insieme ai lupi.



martedì 4 giugno 2013

Emozioni dai libri



In questi mesi ho avuto sotto gli occhi due libri tra loro molto diversi, ma che sorprendentemente ho scoperto avere alcuni punti in comune.
In primo luogo si rivolgono entrambi a quel popolo di lettori che ancora non ha raggiunto la maggiore eta`,  adolescenti o  poco piu`, o comunque a chi non e` disposto a coprire di cinismo qualsiasi avvenimento del mondo, e concede alla speranza e ai buoni sentimenti ancora diritto di asilo nel proprio cuore.
Inoltre, anche se in modo diverso, la natura  e` coprotagonista: nel primo caso sotto forma di fiocchi di neve, nel secondo venendo catapultati prepotentemente sin dalle prime pagine nell'ambiente del Parco Nazionale d'Abruzzo.
Sto parlando de "La bambina dai capelli di Luce e Vento" di Laura Bonalumi, e de "Il passaggio dell'Orso" di Giuseppe Festa.
Laura sceglie la neve come filo conduttore di una storia di amicizia un po' speciale. E se la protagonista appare un po' improbabile ( vi sfido a trovare una ragazzina non interessata a  social network, nuove tecnologie, iPad e vari macinatori di musica ), la sua caratterizzazione e` funzionale a rappresentarne la solitudine.  Solitudine presente anche in alcuni dei personaggi dell'avventura degli orsi scritta da Giuseppe.
Anche l'ambientazione della storia sottilinea quel senso di solitudine, prevale infatti la cameretta della protagonista, teatro di rivelazioni extrasensoriali  che nulla tolgono, anzi in qualche modo accentuano la drammaticita` dello stato di coma in cui si trova la Bambina del titolo.
Drammatica situazione, raccontata pero` da Laura con la leggerezza degli occhi della protagonista, impreparata a confrontarsi con questa dimensione un po' onirica, ma determinata ad aiutare la Bambina.
Per tutti l'insegnamento e` lo stesso: quando si e` disposti ad aprire il proprio cuore, non si e` piu` soli.
Il passaggio dell'orso
Molto piu` aperto e solare il set de il Passaggio dell'Orso, e non poteva essere altrimenti, visti i paesaggi incantevoli del Parco.   Qui a prevalere come leit-motiv e` il rispetto della natura in tutte le sue forme. Vi sono echi aspri del migliore Mauro Corona ( Le voci del bosco ) nelle descrizioni della dura vita e delle attivita` dei guardiaparco, stemperate dalla naturale gentilezza di Giuseppe ( che oltre a cimentarsi come scrittore, e` frontman dei Lingalad, e educatore ambientale). E nel romanzo l'amore per la Natura trasuda e  diventa il tema dominante, con un messaggio per le nuove generazioni: il progresso non e` solo nelle nuove tecnologie o nel Web, ma nella capacita` di  entrare in relazione con gli altri esseri viventi, espressione di quella Natura nella quale siamo immersi e dalla quale attingiamo ingrati  a piene mani.
Due libri perfetti per ragazzi e adolescenti, ma che non guastano nella libreria di adulti ancora capaci di provare emozioni 

venerdì 1 giugno 2012

poi ne arrivano altri....

Altri libri che aumentano lo stack ( fa piu` figo che dire pila) ,  e riuscire a rincorrerli tutti ( eh ,si` i libri si muovono, non nel senso fisico, ma nel plasmare il tuo cervello creando emozioni e pensieri che ti cambiano)  diventa problematico.
Un altro suggerito da De Biase e` Economia a Colori, di Andrea Segre , dove l'economia viene vista come parte di una visione piu` globale, ecologica.  E` curioso come le ricette per uscire dalla crisi che ci attanaglia - non solo quella contingente, ma la crisi di valori, la spada di Damocle dell'inquinamento e sfruttamento planetario, l'incapacita` di migliorare definitivamente e globalmente la vita dell'uomo sulla Terra - non necessitino di chissa` quali sforzi organizzativi, ma un recupero delle saggezze e delle pratiche soppiantate da questa illusoria sovrabbondanza di risorse. Non si tratta di luddismo, di rifiuto a priori dello sviluppo tecnologico ed economico, ma di recuperare quella dimensione umana che nessuna economia e` in grado di regolare, semmai da essa deve essere regolata. Di mettere al primo posto l'uomo.
Curioso e` anche che questa cosa sia gia` stata detta, sostanzialmente inascoltata,  un paio di migliaia di anni fa.


Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano. ( Matteo 6, 19-21 )


sabato 18 giugno 2011

Sorella nostra Terra

I recenti referendum popolari su acqua e nucleare, al di la` delle conseguenze politiche ed economiche, hanno ri-promosso tra le altre una discussione sulla responsabilita` dell’uomo in ordine alla salvaguardia delle risorse e dell’equilibrio del pianeta Terra.
Di questo si era consapevoli sin dall’alba dei tempi, da quando il Signore pose l’uomo sopra tutte le creature ( “Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse” Genesi 2,15 ) non come dominatore, ma come custode.
Ma tra la lettura dei Sacri Testi e il rendere operativa questa responsabilita` il passo non e` mai stato breve, e sin da quei tempi lontani l'uomo ha plasmato l'ambiente a sua immagine, spesso con risultati catastrofici, quali la desertificazione di ampie zone della Terra con la pastorizia intensiva.
Forse  l’eccessiva fiducia nel progresso ( resta da capire cosa si intende per progresso) ci ha fatto dimenticare il nostro ruolo di custodi,  che pero` possiamo recuperare diffondendo il rispetto per la natura e un modello di sviluppo piu` armonico.

Ci si dimentica che la nostra Terra e` una esperienza unica in questo angolo di Universo centrato sul Sole. La vita e` abbondante sulla Terra tanto quanto assente ( o scarsa )  sul resto del Sistema Solare.  Non sappiamo dire nel resto dell'Universo, ma non e` certo facile trovarla.
Dunque dobbiamo rassegnarci a vivere su questa Sfera ancora per parecchi anni, meglio trattarla bene.



Certo nel contesto delle vacanze, che ci portano in luoghi dove preponderante e` l’influsso degli elementi e della natura, ( anche nelle spiaggie più affollate, la linea d’orizzonte del mare è il segno inequivocabile della potenza del creato) una meditazione guidata da alcuni titoli potrebbe risultare fruttuosa.
Si puo` cominciare da un punto di vista che quando fu annunciato, tre decenni fa, rivoluziono` il modo di intendere l’ecologia, quantomeno dal punto di vista mediatico.  L’organismo Terra e` descritto in Gaia, Nuove idee sull'ecologia, di James Lovelock, promotore  di quegli studi annuali sullo stato del pianeta ora sotto l’egida del WorldWatch Institute. Quest’anno lo State of the World 2011. Nutrire il pianeta, edizioni Ambiente, presenta una analisi delle risorse alimentari della Terra, delle conseguenze di un cattivo uso e delle prospettive per il futuro.
Futuro tutto da disegnare, secondo i cristiani, secondo un’ottica che veda l’uomo al centro, ma con un orizzonte ampio quanto l’intero Creato. E’ quanto ci viene descritto in Ecologia ambientale ed ecologia umana. Politiche dell'ambiente e Dottrina sociale della Chiesa, da consigliare agli attivisti ambientali per l’apertura di una diversa  prospettiva rispetto alle rivendicazioni a loro care.
Se però la saggistica risulta un po’ difficile da digerire, specie sotto l’ombrellone o all’ombra di un larice, si può ricorrere alla narrativa.
Ecco allora un classico come L’uomo che piantava gli alberi,   del 1953, attualissimo, di una semplicità disarmante nella narrazione di un uomo controcorrente, che ridà dignità ad una valle e all’umanità con un lavoro incessante e umile.
Poi, se amate le atmosfere aspre e evocatrici di magie millenarie e se già avete letto i miei racconti :-) ,  fa per voi Mauro Corona, che  con tutta la sua produzione dallo scrivere rozzo ma sincero racconta soprattutto Le voci del bosco.
Libri come atti d’amore per la Terra,  anche perché è  l’unica che abbiamo.

lunedì 9 maggio 2011

Il drago cattivo di Fukushima

A differenza della tradizione occidentale, che ha riscattato i draghi solo negli ultimi decenni con la letteratura fantasy, dal Fortunadrago de la Storia Infinita di Michael Ende a Saphira di Eragon, di Christopher Paolini, i draghi in oriente sono sempre stati considerati creature buone, positive.
Invece nell'arco di meno di un secolo, dopo una millenaria storia , il popolo giapponese si e` trovato ad affrontare due temibili draghi  dal cuore atomico. Nel 1945  il drago si sdoppio`, eruttando il suo fuoco sulle citta` di Hiroshima e Nagasaki, sessantasei anni piu` tardi un suo cugino in modo meno drammatico ma non meno pericoloso sconvolge la vita degli abitanti della zona intorno a Fukushima.

Il drago nucleare non e` come tutti gli altri.  Ha illuso gli uomini, fingendo loro di mettersi completamente al  loro servizio, palesando una docilita` che non gli e` propria,  nascondendo il suo lato meschino e arrogante, inducendo gli uomini a sviluppare un senso di onnipotenza.
Dona loro gli anelli del potere, ma tiene per se` l'Unico anello, quello che gli da` il potere di entrare nella vita degli uomini, sconvolgendola.

  
Duecentomila persone a Hiroshima, Ottantamila a Nagasaki,  fu questo il drago piu` terribile, un drago di guerra.  Ma anche il drago del progresso chiese le sue vittime. Prima  di approdare sulle coste del Giappone, il drago ha fatto danni anche in altri luoghi: Three Miles Island (USA), Sellafield (GB), Los Alamos (USA), Majak (Russia),  Chernobyl ( Ucraina), tutti hanno versato il loro tributo ( a volte di sangue) al drago nucleare.
C'e` chi replica che in fondo e` un prezzo da pagare ragionevole per cavalcare il drago, che gli Anelli del Potere che gli Uomini hanno ricevuto li mettono in grado di controllare la minaccia dell'Unico. Ma gli incidenti elencati sopra dimostrano che il drago non e` controllabile.  Non solo per la possibilita` che gli uomini facciano errori, non per la capacita` del drago di indurre a commettere errori fatali, ma per l'intrinseca natura delle cose.       Tutti i sistemi possono essere soggetti ad errori e malfunzionamenti, non tutti prevedibili. E piu` i sistemi sono complessi, piu` sono impredicibili i suoi comportamenti. 
Un impianto nucleare e` riconducibile ad un sistema complesso, non nel senso della sua infrastruttura ( che piu` correttamente si dovrebbe definire complicata quindi dal comportamento prevedibile ... a meno di errori ) ma per il fatto che entrano in gioco gas, e materiali dal comportamento complesso. L'alito del drago  ti colpisce quando meno te lo aspetti e in modalita` imprevedibili., e i suoi effetti si prolungano al di la` delle vite di uomo.
Esistono altri draghi, che hanno colpito l'umanita` e la Terra con violenza , a Bophal, nel 1984, piu` di tremilasettecento vite, nel Golfo del Messico, lo scorso anno, o in Alaska ad opera della petroliera Exxon Valdez.
Ma si possono cavalcare draghi buoni, come quelli delle favole recenti.
I draghi cattivi, come quello di Fukushima, non si cavalcano.

la luce azzurra in fondo e` il drago: e` data dall'effetto Čerenkov ove le particelle emettono radiazione luminosa piu` veloce del mezzo che le ospita
( per capire meglio questo sproloquio, andate a leggere anche qui )


venerdì 8 ottobre 2010

La politica la fanno i piccoli ( catena di blog per l'efficenza energetica )

Chi mi segue sa che la mia posizione sull'energia non e` oltranzista. Se il nucleare fosse una energia veramente economica e sicura, e potesse essere gestita in modo diffuso ( non in mano a multinazionali che determinino un monopolio ) allora sarei anche per il nucleare.
Ma questo modello ( che pure tecnicamente e` possibile ) non e` la strada adottata ancora dall'Italia ( credo da nessuno ancora nel mondo).
Si tratta dunque di "forzare la mano" dal basso, attraverso richieste e azioni che ribadiscano l'importanza di quella cultura diffusa che l'avvento di Internet ha fortemente evidenziato e che credo sia la sola in grado di suggerire risposte che poi i governi devono fare proprie e mettere in pratica.
Aderisco quindi alla catena di blog per la richiesta di confermare le detrazioni del 55% per l'efficenza energetica, ovvero per il risparmio, primo passo verso l'indipendenza dal fossile e dal nucleare.
Sul sito http://www.cinquantacinquepercento.it/ ci sono tutti i dettagli. qui sotto alcune spiegazioni.

Cosa sono le detrazioni del 55%?
La Finanziaria del 2007 ha introdotto la possibilità di beneficiare di detrazioni d’imposta per chi realizza interventi volti a migliorare l’efficienza energetica della propria residenza. In particolare si può chiedere la restituzione in cinque anni del 55% della spesa sostenuta per riduzione delle dispersioni termiche degli edifici, installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda, installazione di caldaie a condensazione e costruzione di nuovi edifici ad altissima efficienza energetica.

Perchè sono importanti per l’ambiente?

Perchè ridurre il consumo di energia è il primo passo per ridurre le emissioni di CO2, prima ancora dell’incentivo alle fonti rinnovabili.

Perchè sono importanti per l’economia?
Perchè hanno permesso di dare impulso ad un settore per la maggior parte composto da piccoli artigiani, favorendo anche l’emersione del nero che spesso è collegato ai lavori di ristrutturazione ed edilizia. Il mancato introito da parte dello stato dovuto alle detrazioni è ampiamente ripagato dal fatto che molti lavori non sarebbero stati realizzati o non sarebbero stati fatturati.

Quando scadono?
Allo stato attuale si può usufruire delle detrazioni solo fino al 31 dicembre 2010. Per prolungarle, e magari farle diventare strutturali è partita una mobilitazione su vari fronti, industriali, associazioni di categoria e anche blogger.

Firmare adesso!
Sul sito lettera aperta al neo ministro per lo sviluppo economico in cui si chiede, alla luce dei risultati fin qui raggiunti dalle detrazioni, di prolungarle al più presto. Primi firmatari sono Giuseppe Civati, Roberto Codazzi, Eugenio Comincini, Leonardo Fiorentini, Marco Lamperti, Letizia Palmisano, Marcello Saponaro.

Incatena il tuo blog
Sul sito si può firmare, se hai un blog ti chiediamo di rilanciare l’iniziativa, copiando questo post e linkando quanti l’hanno già fatto, e di segnalarlo qui sotto nei commenti. Se vuoi puoi anche inserire i nostri banner, e magari inviare a infoATcinquantacinquepercento.it le tue idee e magari le tue esperienze riguardo al miglioramento dell’efficienza energetica di casa tua.

Hanno aderito:

  1. Giuseppe Civati: http://civati.splinder.com/post/23421449
  2. Roberto Codazzi: http://blog.libero.it/KudaBlog/9360472.html
  3. Eugenio Comincini: http://www.eugeniocomincini.it/2010/una-firma-per-piu-efficienza-energetica/
  4. Leonardo Fiorentini: http://fiore.iworks.it/blog/2010/10/08/cinquantacinquepercento/
  5. Marco Lamperti
  6. Letizia Palmisano
  7. Marcello Saponaro: http://www.marcellosaponaro.it/blog/2010/10/08/meno-tasse-per-lefficienza-energetica-lappello-e-la-catena-blog/
  8. Gianni Da Re Lombardi: http://www.yogasutra.it/firma-anche-tu-per-prolungare-le-detrazioni-del-55-per-i-lavori-di-efficienza-energetica
  9. Cocinelle Rondelette: http://coccinellerondelette.wordpress.com/2010/10/08/firma-anche-tu-per-prolungare-le-detrazioni-del-55-per-i-lavori-di-efficienza-energetica/
  10. Domenico Finiguerra: http://domenicofiniguerra.it/?p=2080

martedì 25 maggio 2010

Non venite a farci la morale!

Non penso di essere un talebano del risparmio energetico.
Pero` in famiglia adottiamo gran parte dei comportamenti virtuosi che periodicamente i media presentano come panacea per risparmiare il consumo di combustibili fossili.
Ci fanno luce schiere di lampadine fluorescenti compatte e timidamente cominciamo a guardare con attenzione a quelle a LED; manteniamo gli ambienti al di sotto dei 20 gradi in inverno; ricicliamo quanto riciclabile, e a giudicare da quanto esposto nei giorni di raccolta, in questo siamo sopra la media; la casa del nostro futuro sara` tendenzialmente in classe A, con fotovoltaico, coibentazione, progettazione eco-compatibile, riciclo acque piovane...

MA TUTTO QUESTO NON SERVE A NULLA!!!,

se in una piattaforma petrolifera la scarsa manutenzione causa il disastro del secolo;
se e` sufficiente una valvola ( piu` valvole) aperta per far tornare il Lambro a emblema dell'inquinamento urbano, dopo che faticosamente si era risollevato da tale condizione;
se gli unici progetti energetici che i politici sembrano portare avanti sono quelli basati sul nucleare, che e` tutto fuorche` sicuro ;
se la tecnologia, con tutti i suoi progressi, non e` in grado di dare indicazioni su come risolvere l'inquinamento da PM10 ( ma forse e` una motivazione politica invece che tecnica ) .

Se, in definitiva, la politica non riesce a dare risposte intelligenti alla stupidita` umana.

Insomma, va bene dare consigli, ma che la Commissione Europea ci dica anche di quanti minuti fare la doccia, mi pare francamente eccessivo!
Appunti
Commento sul mio taccuino ( cartaceo e in web) gli argomenti che di volta in volta mi sembrano più interessanti, con un obiettivo semplice: cercare di migliorare e rendere più chiara la mia visione del mondo. E se questo può aiutare anche voi, ne sono felice.