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martedì 4 giugno 2013

Emozioni dai libri



In questi mesi ho avuto sotto gli occhi due libri tra loro molto diversi, ma che sorprendentemente ho scoperto avere alcuni punti in comune.
In primo luogo si rivolgono entrambi a quel popolo di lettori che ancora non ha raggiunto la maggiore eta`,  adolescenti o  poco piu`, o comunque a chi non e` disposto a coprire di cinismo qualsiasi avvenimento del mondo, e concede alla speranza e ai buoni sentimenti ancora diritto di asilo nel proprio cuore.
Inoltre, anche se in modo diverso, la natura  e` coprotagonista: nel primo caso sotto forma di fiocchi di neve, nel secondo venendo catapultati prepotentemente sin dalle prime pagine nell'ambiente del Parco Nazionale d'Abruzzo.
Sto parlando de "La bambina dai capelli di Luce e Vento" di Laura Bonalumi, e de "Il passaggio dell'Orso" di Giuseppe Festa.
Laura sceglie la neve come filo conduttore di una storia di amicizia un po' speciale. E se la protagonista appare un po' improbabile ( vi sfido a trovare una ragazzina non interessata a  social network, nuove tecnologie, iPad e vari macinatori di musica ), la sua caratterizzazione e` funzionale a rappresentarne la solitudine.  Solitudine presente anche in alcuni dei personaggi dell'avventura degli orsi scritta da Giuseppe.
Anche l'ambientazione della storia sottilinea quel senso di solitudine, prevale infatti la cameretta della protagonista, teatro di rivelazioni extrasensoriali  che nulla tolgono, anzi in qualche modo accentuano la drammaticita` dello stato di coma in cui si trova la Bambina del titolo.
Drammatica situazione, raccontata pero` da Laura con la leggerezza degli occhi della protagonista, impreparata a confrontarsi con questa dimensione un po' onirica, ma determinata ad aiutare la Bambina.
Per tutti l'insegnamento e` lo stesso: quando si e` disposti ad aprire il proprio cuore, non si e` piu` soli.
Il passaggio dell'orso
Molto piu` aperto e solare il set de il Passaggio dell'Orso, e non poteva essere altrimenti, visti i paesaggi incantevoli del Parco.   Qui a prevalere come leit-motiv e` il rispetto della natura in tutte le sue forme. Vi sono echi aspri del migliore Mauro Corona ( Le voci del bosco ) nelle descrizioni della dura vita e delle attivita` dei guardiaparco, stemperate dalla naturale gentilezza di Giuseppe ( che oltre a cimentarsi come scrittore, e` frontman dei Lingalad, e educatore ambientale). E nel romanzo l'amore per la Natura trasuda e  diventa il tema dominante, con un messaggio per le nuove generazioni: il progresso non e` solo nelle nuove tecnologie o nel Web, ma nella capacita` di  entrare in relazione con gli altri esseri viventi, espressione di quella Natura nella quale siamo immersi e dalla quale attingiamo ingrati  a piene mani.
Due libri perfetti per ragazzi e adolescenti, ma che non guastano nella libreria di adulti ancora capaci di provare emozioni 

martedì 2 novembre 2010

Raccontare storie, anche in musica: La locanda del Vento dei Lingalad


Uno tra i modi piu` efficaci di trasmettere la conoscenza sta nel raccontare storie. Appassionandosi alle vicende di persone piu` o meno come noi, o nelle quali ci si identifica anche non potendo nemmeno lontanamente sperare di vivere la loro vita, si riescono a veicolare concetti, informazioni, usi che ci si trovera` poi a utilizzare nei propri vissuti reali.
Attraverso le storie si veicolano emozioni, e per l'empatia che e` propria del genere umano ( e di molte altre specie, seppur in maniera diversa ) ci si appassiona alle vicende dei protagonisti, si prova dolore e si gioisce allo stesso modo, nel breve lasso di vita descritto dalla narrazione ( che puo` avere l'estensione di una canzone, pochi minuti, o di un serial televisivo di parecchie ore diluite in un arco indefinito di tempo ) anche se poi spesso, spenta la radio o laTV, tutto sfuma nell'indefinita trama del quotidiano vivere. ( Un qualche esperto sociologo potrebbe notare che si e` piu` empatici con i personaggi virtuali di una fiction che con i propri "prossimi", perche` i primi non richiedono altro che un coinvolgimento emozionale, e non concreto , ma questa e` un'altra storia).
Quando poi a raccontare storie, in musica, sono i Lingalad, allora questo si fa ancora piu` vero.
Perche` la musica si fa tappeto, si fa sfondo, uno sfondo di alta qualita`, alle storie che questo gruppo di musicisti, assurdamente piu` conosciuti e apprezzati all'estero che in Italia, racconta.
Storie vere o veritiere, di gente concreta, di ruvidezza dei rapporti e di silenzi che durano una vita. Storie che non sfigurerebbero nel carnet letterario di un Mauro Corona o di Erri de Luca. Vite minori dense di sogni, episodi marginali nell'epica del mondo, ma che sono quelli in grado di dare sale al quotidiano.
Curiosamente, mi trovo vicino a questo tipo di narrazione, questo narrare sospesi tra la realta` (la montagna assassina, la Seconda Guerra Mondiale, la locanda abbandonata, la casa con un noce accanto) e il sogno che ne e` l'interpretazione e che da` il senso degli avvenimenti. Perche` con lo stesso spirito ho scritto i racconti de Alla ricerca dei Draghi .
Che il Canto degli Alberi (questo il significato di Lingalad in lingua elfica ) si diffonda dunque con il vento tra le nostre case, nelle nostre preoccupazioni quotidiane, perche` dalla narrazione del fantastico si possa trarre la forza per vivere il presente.
Ai bravi Giuseppe, Giorgio, Claudio, Fabio vanno, per quanto possano essere piccoli, i miei complimenti, per essere stati in grado ancora una volta di regalare emozioni.

Appunti
Commento sul mio taccuino ( cartaceo e in web) gli argomenti che di volta in volta mi sembrano più interessanti, con un obiettivo semplice: cercare di migliorare e rendere più chiara la mia visione del mondo. E se questo può aiutare anche voi, ne sono felice.