Avete presente, quindici-venti anni fa?
La rete, cosi` come la conosciamo, con il WordWide Web e i motori di ricerca, nata nel 1991 divenne pubblica nel '93, i netbook era al di la` da venire, e i tablet avevano una identita` incerta di portatili con pennino. Assistetti ad una presentazione (piuttosto fallimentare ) di un nuovo protocollo wireless dal nome di un re danese Bluetooth nel 2001 ad Amsterdam, ma furono piu` le risate che gli applausi di incoraggiamento.
Chi mai avrebbe immaginato realmente di avere un computer in tasca, sempre connesso con una rete mondiale che in tempo reale ci fornisce notize e servizi?
Forse solo il manipolo di visionari che poi ha realizzato queste cose. E questo è stato possibile grazie anche ad un processo, associato per semplificazione con la legge di Moore, di massiccio investimento che le aziende e i governi hanno fatto sulle tecnologie di microelettronica, che permette di raddoppiare la potenza e dimezzare le dimensioni dei dispositivi ogni 12-18 mesi. Per questo oggi abbiamo in tasca la potenza di un calcolatore da tavolo di una decina di anni fa, e possiamo salvare l’intero reportage fotografico delle vacanze grazie alla nuvola senza impegnare nemmeno un dischetto ( li ricordate vero i floppy disk?)
Gli investimenti che i governi facevano ( e fanno, tranne che in Italia, chiedetevi come mai) sono dati dall’importanza strategica che la tecnologia elettronica ha sia in termini di sicurezza, che di sviluppo che di posizionamento politico rispetto al consesso mondiale.
Proviamo ora a replicare lo stesso modello sulle energie rinnovabili.
Attualmente un equivalente della legge di Moore è applicabile anche al fotovoltaico, solo con intervalli più ampi. In ogni caso in laboratorio si riescono a raggiungere gia` oggi rendimenti del 60% ( con esperimenti al 80% ) quando le celle attualmente disponibili si fermano al 20% ( operativamente poi sul terreno siamo al 12-13%). Inoltre, dopo i pannelli rigidi, si fanno strada le lastre flessibili, adattabili a qualsiasi superficie edificata, in materiale organico e poi alle resine spalmabili, magari sui tetti delle auto, cosi` quando le parcheggiate al sole... ).
Per non parlare delle altre soluzioni oggi ancora in fase di sperimentazione o poco diffuse: solare a concentrazione, moto ondoso, piezoelettrico, geotermico.
Abbiamo a disposizione un pool di possibilita` da esplorare e da sfruttare, che opportunamente incentivate potrebbero rendere obsolete non solo le centrali nucleari, ma anche quella a gas e a carbone, cosi` come l’elettricita` rese obsoleta la costosa ( e pericolosa) illuminazione a gas, o come le auto elettriche ( a batteria o fuel cell ) soppianteranno tra breve quelle a combustibile fossile,
Certamente per arrivare a questo servono investimenti e convinzione. Difficili da trovare in Italia.
Ma la tecnologia e` pronta.
Riuscite a immaginarlo un futuro cosi`?
(qui trovate quello che ho scritto in questi anni sull'energia )
Postfazione:
Io cerco di dare indicazioni di senso generale al problema dell'energia, che necessita non solo di discussioni o referendum, ma soprattutto di investimenti. Se volete invece avere un'idea delle tematiche in merito al referendum, vi consiglio di seguire il blog di Kuda Roberto Codazzi, ricco di notizie e di spunti per riflettere



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