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giovedì 19 maggio 2011

L'energia e` maschio o femmina?

L'accanirsi della politica, di parte degli scienziati e degli imprenditori in una impresa che, per bene che vada, è pericolosa e costosa, ha qualcosa di emblematico.
Sembra che la sola soluzione possibile sia quella, il nucleare. Nonostante i segnali forti che la tragedia giapponese ha mandato, i suoi sostenitori perseverano nell'affermare che l'opzione nucleare sia la sola possibile per garantire un adeguato apporto energetico.
Verrebbe da dire che questo sia un modo di pensare tipicamente maschile. Dall'alba dell'umanità, gli umani di sesso maschile e quelli di sesso femminile si sono divisi i compiti. Ai maschietti è toccata la caccia.Questo ha significato  doversi concentrare su un solo obiettivo, l'inseguimento della preda e la sua cattura, tralasciando altre possibilità  che  probabilmente la natura offriva Si è sviluppato così il cervello maschile, ed è riconosciuto ( soprattutto dalle mogli ) che il maschio tende a concentrarsi su una cosa alla volta ( e neanche tanto bene, direbbero alcune).
Le femmine umane hanno invece sviluppato la cura della prole e la ricerca di cibo e materiale di supporto (radici e erbe, materiale per il giaciglio e i ripari).
Ovviamente il mio è un modo un po' schematico di raccontare, ma serve in questa sede a evidenziare differenze che se nel caso della famiglia Simpson sono lampanti, solitamente sono molto più sfumate. 
Che c'entra questo con l'energia?
Siamo arrivati ad un punto nell'evoluzione della nostra civiltà che la fame di energia oggi equivale alla fame (metabolica) di ieri. Senza energia il mondo così come lo conosciamo scomparirebbe. E l'energia necessaria è tanta, molta.
Ma se la gran parte dell'energia oggi è fornita dal trittico petrolio, carbone, gas, tutti elementi destinati a easurirsi, è necessario trovare nuove fonti, soprattutto, guardando nell'ottica non di decine di anni, ma di centinaia, fonti non esauribili.
La risposta maschile alla richiesta di energia e` una soluzione di "forza bruta", una soluzione che permetta con una fornitura garantita e costante, primariamente da una sola fonte, con costi alti ( ma facilmente recuperabili dalle tasche dei cittadini),  con profitti garantiti per la filiera di imprese che realizza e controlla.
L'alternativa femminile parte invece da una visione olistica del nostro pianeta e delle risorse che ci offre. Cosi` come le antenate femmine erano coscienti del territorio nel quale vivevano e sapevano fare uso di tutte le risorse che con le tecniche di allora erano in grado di recuperare, oggi la visione femminile olistica  si rende conto di una cosa fondamentale. 
Che l'energia e` dappertutto: nella radiazione solare come nel vento o nel movimento delle maree, nei salti d'acqua cosi` come  nelle biomasse, nei rifiuti urbani e in quelli industriali.
Che l'energia sia dappertutto se ne rende conto anche il settore industriale della microelettronica, che ha sviluppato un importante ramo di ricerca in quello che viene chiamato energy scavenging o energy harvesting, il recupero di energia in quantita` minime, sufficienti per evitare l'uso di batterie,  per far funzionare dispositivi  elettronici indossabili : in questo caso si estrae energia dal movimento del corpo, dalla differenza di temperatura, dalla radiofrequenza presente nell'etere, da reazioni chimiche naturali o indotte.

Se dunque l'energia e` dappertutto, il punto  resta quello di trovare il modo piu` efficiente per estrarla e immagazzinarla. Ma se i progressi sul fotovoltaico insegnano che , come la legge di Moore per i componenti elettronici, la cui potenza raddoppia ogni 12-18 mesi, cosi` la resa  delle celle solari aumenta , in maniera meno vertiginosa, ma costante anno per anno.
Se gli investimenti sono adeguati, anche per altre forme di energia si potrebbe giungere a rese competitive, che renderebbero l'opzione nucleare molto meno conveniente

mercoledì 21 maggio 2008

La strada stretta 2

L'avevo già detto in un mio post precedente sugli OGM, ma il concetto vale anche per l'energia e lo ribadisco ora: posto anche che la scelta nucleare si priva di pericoli ( ma vista l'intrinseca complessità degli impianti, non c'è nessuna garanzia) , posto che gli ingenti investimenti richiesti permettano ritorni economici sostanziali ( e anche questo non è per niente garantito) , perchè ci vogliamo ostinare a non adottare un comportamento virtuoso e a procrastinare quelle azioni che, certamente, permetteranno di lasciare ai nostri figli un mondo più pulito?
Sono perfettamente in sintonia con l'intervento del presidente di WWF Italia Enzo Venini che in un articolo su Corriere Economia di lunedì scorso critica fortemente il rilancio del nucleare che , in barba alla scelta del referendum del 1987, e in base ad una presunta maggiore sicurezza degli impianti, i nostri potenti di turno vogliono imporre.
In sostanza il WWF pone questi punti di discussione:
1) il nucleare non è fondamentale perchè copre solo il 6.3 % del fabbisogno di energia mondiale e tale percentuale non cambierà sostanzialmente per i prossimi 30 anni
2) la presunta autosufficienza energetica italiana in caso di realizzazione di centrali è vanificata dal fatto di non avere sul territorio il carburante necessario, cioè l'uranio
3) il costo dell'energia sarebbe comunque elevato
4) al di là del rischio di contaminazione radioattiva, non è per niente garantito che la centrale sia ad emissioni inquinanti pari a zero.

La proposta del WWF , che mi trova del tutto concorde, è la strada stretta del risparmio energetico, della decentralizzazione della produzione e dell'uso delle energie rinnovabili.
Un modo diverso di intendere l'uso dell'energia. Soprattutto un modo diverso di intendere il nostro ruolo su questo pianeta.
Non solo per noi: per i nostri figli.

mercoledì 22 luglio 2009

Un approccio diverso.... (reprise)

Era mia intenzione, inizialmente, di riportare su queste pagine suggerimenti per un approccio diverso alla ricerca di energia, includendo esempi di energy scavenging, soluzioni innovative per la produzione di energia localmente, lobbying per l'approvazione di leggi ( locali e nazionali ) per favorire le rinnovabili, ecc.
Mentre, dunque, resto perplesso per la redazione dell' Appalto pubblico per l'affidamento del servizio energia comprendente l'esercizio, la manutenzione e la riqualificazione impiantistica degli edifici ed impianti termici dell'Amministrazione Comunale di Cernusco s/N, dove, a parte un generico riferimento al contenimento dei consumi, non viene richiesto nessun impegno sull'uso di fonti alternative ai fossili, sono invece contento per l'esito delle pressioni che la catena dei blog , capitanata da Kuda, che hanno portato a confermare l'obbligo di installazioni di pannelli fotovoltaici su tutte le nuove abitazioni. Qui il commento di Kuda, qui alcuni miei commenti su energia e fonti alternative

martedì 15 settembre 2009

Un approccio diverso: il biodiesel dei missionari

Se si esamina i problema energetico non solo dal puro punto di vista del suo approvvigionamento, ma anche dall'impatto che la ricerca di energia ha sul mondo, ci si rende conto che tra le tante possibili risposte, non sono certo quelle che prevedono un accentramento della produzione di energia quelle che risolvono in modo radicale la questione.
Certo, per il sistema industriale sono necessarie grandi quantita` di energia che forse solo grossi impianti sono in grado di fornire, ma questo e` solo un aspetto della ricerca energetica.
Diverso e` l'uso umano, per il quale in teoria l'intero fabbisogno energetico potrebbe essere ricavato all'interno dei confini della propria abitazione.
Per questo mi piace sottolineare tutte le soluzioni che propongono un approccio diverso alla questione.
Per questo sottolineo l'uso della Jathropa Curcas, una pianta velenosa dalla quale si estrae un olio utilizzabile COSI` COM'E` come combustibile e con un semplice filtraggio puo` essere utilizzato come carburante su motori adattati.
Ne parla un articolo di Avvenire del 13 settembre, sottolineando che l'uso di tale pianta si sta diffondendo anche tra le comunita` missionarie, per rendere autosufficienti villaggi e comunita`.
E` anche una risposta efficace (l'India l'ha inclusa nel piano per l'indipendenza energetica entro il 2012 ) alle obiezioni di chi considera il biodiesel un rimedio peggiore del male.

venerdì 8 ottobre 2010

La politica la fanno i piccoli ( catena di blog per l'efficenza energetica )

Chi mi segue sa che la mia posizione sull'energia non e` oltranzista. Se il nucleare fosse una energia veramente economica e sicura, e potesse essere gestita in modo diffuso ( non in mano a multinazionali che determinino un monopolio ) allora sarei anche per il nucleare.
Ma questo modello ( che pure tecnicamente e` possibile ) non e` la strada adottata ancora dall'Italia ( credo da nessuno ancora nel mondo).
Si tratta dunque di "forzare la mano" dal basso, attraverso richieste e azioni che ribadiscano l'importanza di quella cultura diffusa che l'avvento di Internet ha fortemente evidenziato e che credo sia la sola in grado di suggerire risposte che poi i governi devono fare proprie e mettere in pratica.
Aderisco quindi alla catena di blog per la richiesta di confermare le detrazioni del 55% per l'efficenza energetica, ovvero per il risparmio, primo passo verso l'indipendenza dal fossile e dal nucleare.
Sul sito http://www.cinquantacinquepercento.it/ ci sono tutti i dettagli. qui sotto alcune spiegazioni.

Cosa sono le detrazioni del 55%?
La Finanziaria del 2007 ha introdotto la possibilità di beneficiare di detrazioni d’imposta per chi realizza interventi volti a migliorare l’efficienza energetica della propria residenza. In particolare si può chiedere la restituzione in cinque anni del 55% della spesa sostenuta per riduzione delle dispersioni termiche degli edifici, installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda, installazione di caldaie a condensazione e costruzione di nuovi edifici ad altissima efficienza energetica.

Perchè sono importanti per l’ambiente?

Perchè ridurre il consumo di energia è il primo passo per ridurre le emissioni di CO2, prima ancora dell’incentivo alle fonti rinnovabili.

Perchè sono importanti per l’economia?
Perchè hanno permesso di dare impulso ad un settore per la maggior parte composto da piccoli artigiani, favorendo anche l’emersione del nero che spesso è collegato ai lavori di ristrutturazione ed edilizia. Il mancato introito da parte dello stato dovuto alle detrazioni è ampiamente ripagato dal fatto che molti lavori non sarebbero stati realizzati o non sarebbero stati fatturati.

Quando scadono?
Allo stato attuale si può usufruire delle detrazioni solo fino al 31 dicembre 2010. Per prolungarle, e magari farle diventare strutturali è partita una mobilitazione su vari fronti, industriali, associazioni di categoria e anche blogger.

Firmare adesso!
Sul sito lettera aperta al neo ministro per lo sviluppo economico in cui si chiede, alla luce dei risultati fin qui raggiunti dalle detrazioni, di prolungarle al più presto. Primi firmatari sono Giuseppe Civati, Roberto Codazzi, Eugenio Comincini, Leonardo Fiorentini, Marco Lamperti, Letizia Palmisano, Marcello Saponaro.

Incatena il tuo blog
Sul sito si può firmare, se hai un blog ti chiediamo di rilanciare l’iniziativa, copiando questo post e linkando quanti l’hanno già fatto, e di segnalarlo qui sotto nei commenti. Se vuoi puoi anche inserire i nostri banner, e magari inviare a infoATcinquantacinquepercento.it le tue idee e magari le tue esperienze riguardo al miglioramento dell’efficienza energetica di casa tua.

Hanno aderito:

  1. Giuseppe Civati: http://civati.splinder.com/post/23421449
  2. Roberto Codazzi: http://blog.libero.it/KudaBlog/9360472.html
  3. Eugenio Comincini: http://www.eugeniocomincini.it/2010/una-firma-per-piu-efficienza-energetica/
  4. Leonardo Fiorentini: http://fiore.iworks.it/blog/2010/10/08/cinquantacinquepercento/
  5. Marco Lamperti
  6. Letizia Palmisano
  7. Marcello Saponaro: http://www.marcellosaponaro.it/blog/2010/10/08/meno-tasse-per-lefficienza-energetica-lappello-e-la-catena-blog/
  8. Gianni Da Re Lombardi: http://www.yogasutra.it/firma-anche-tu-per-prolungare-le-detrazioni-del-55-per-i-lavori-di-efficienza-energetica
  9. Cocinelle Rondelette: http://coccinellerondelette.wordpress.com/2010/10/08/firma-anche-tu-per-prolungare-le-detrazioni-del-55-per-i-lavori-di-efficienza-energetica/
  10. Domenico Finiguerra: http://domenicofiniguerra.it/?p=2080

giovedì 15 febbraio 2018

Appunti su yoga e comunicazione


Da circa un anno, insieme a Gabriella, ci stiamo dedicando alla pratica dello yoga. Tralasciando tutti gli evidenti benefici psicofisici e mettendo da parte per un attimo il fatto che sia una espressione di religioni e culture orientali ,  quello che ce lo fa apprezzare è il fatto che sia una disciplina che  intende occuparsi di tutti gli aspetti della vita, che vede lo spirito, inteso sia in senso metafisico che come comprensione di sè, in piena connessione con il corpo.

Ho scoperto che il quinto chakra  dello yoga, vishuddha , posto accanto alla laringe, che ci permette di parlare, è quello della comunicazione. La parola come veicolo primario della comunicazione.

Siamo uomini non solo per la nostra composizione genetica, ma anche e soprattutto perchè interagiamo con gli altri, lo facciamo sin dalla nascita. Chi rifiuta di comunicare perde parte della sua umanità. Ma per comunicare in modo appropriato è necessario sviluppare modalità comuni a tutti i membri della comunità di appartenenza. Da qui i linguaggi, suoni (e poi simboli, diventati successivamente lettere) che racchiudono un significato comune.
Per vivere, e con-vivere, sono anche indispensabili modalità di comportamento , spesso codificate in riti.

Occorre ritornare al significato  di rito.  Non abitudine, come spesso viene percepito.
Se pur nati con l'idea di portare un messaggio, sottolineare l'importanza di un evento o di un gesto, piegare l'attenzione verso una buona pratica ( il rito della buonanotte per i bambini, che riallaccia il legame familiare, o il segno di croce per i cristiani, insieme simbolo identificativo e memoria  , i riti si sono sclerotizzati, svuotati di significati in parte a causa dell'incapacità delle istituzioni civili e religiose di sostenerli.
In verità essi sono una modalità per guidare il pensiero e l'azione verso uno scopo buono per sè e per gli altri.


I riti dello yoga ( il saluto, la respirazione, le posizioni ), guidano la mente. Tutto concorre a una visione dell'essere spirituale intrecciata al corpo materiale.  L'energia visualizzata nelle pratiche yoga non è vera "energia", ma proiezione della nostra mente per acquisire consapevolezza. Eppure veramente influisce sul corpo, donandone equilibrio, calma, elasticità fisica e mentale.

Con questa predisposizione, l'aspetto emotivo della  comunicazione acquista una valenza positiva che ne rinforza anche la parte di contenuto, rendendolo più efficace.

Sarebbe davvero auspicabile che questa positività emozionale, questa elasticità di pensiero  si diffondessero nella società allo stesso modo. Per restituire ai riti i significati dimenticati, alle azioni il giusto peso, alle comunicazioni il giusto equilibrio, alle opinioni gli strumenti adatti affinchè non siano lampi di un pensiero scoordinato, ma attente meditazioni con gli occhi bene aperti sul mondo.

venerdì 10 luglio 2009

Un approccio diverso contro il nucleare

Con l'articolo 38 del collegato Sviluppo alla Finanziaria 2009 il senato ieri ha approvato l'avvio del processo che rilancia il nucleare in Italia. Sembrerebbe proprio che la strada sia spianata, per avere anche noi la nostra bella centrale di terza o quarta generazione.

Io non sono attivista, di solito non scendo nelle piazze a protestare, credo poi che per scelte del genere la posizione "antagonista" non sia quella vincente.
Abbiamo pero` davanti alcuni anni, prima che i lavori vengano seriamente avviati.
In questo tempo possiamo fare una cosa importante: dimostrare che l'energia nucleare non serve, che abbiamo a disposizione altre fonti piu` efficienti e sicure. Come fare? investendo anche a livello personale in energia alternativa, solare termico, fotovoltaico, geotermico; coinvolgendo e spingendo le istituzioni e le organizzazioni locali (pubbliche e private) nel convertire le proprie fonti energetiche, pianificando gli interventi per il prossimo quinquennio verso una ottimizzazione del consumo energetico e un orientamento differente; contribuendo a favorire la ricerca di fonti e modalita` alternative ( un banale esempio puo` essere il caricabatterie a manovella, oppure eolico ) .
E pubblicizzando quanto possibile queste scelte, per rimarcare che , contrapposta alla cultura accentratrice delle grandi opere destinate a finanziare grossi gruppi industriali, esiste una cultura della persona, attenta ai propri interessi ma anche al futuro dell'intera umanita`.
Pronta si` a dire che un altro mondo e` possibile, ma anche a dimostrarlo con i fatti.

sabato 21 febbraio 2009

Rinnovabili: non e` la strada che amano i potenti

Sembrerebbe semplice, basterebbe un po' di impegno da parte di tutti, e con un balzo tecnologico pari a quello che ha fatto la microelettronica dal 1958 , anno di nascita del primo circuito integrato, ad oggi, ove nello stesso spazio occupato dai dieci transitor del primo circuito, ve ne sono centinaia di migliaia.
Dunque, se la ricerca nel fotovoltaico ( che oggi ha una resa poniamo intorno al venti per cento, ma raggiunge il quaranta in laboratorio, segno che margine di miglioramento ce n'e` ) o nelle altre fonti fosse adeguatamente sostenuta, anche i dubbi sulla capacita` con esso di coprire il fabbisogno mondiale potrebbero forse essere fugati. Si tenga conto anche che molte delle grandi aziende multinazionali stanno investendo sulle tecnologie rinnovabili, soprattutto sul fotovoltaico.

Appare dunque strana l'ostinazione che i governanti del nostro paese hanno sui programmi nucleari, costosi, dall'incerto successo, e nonostante le rassicurazioni, pericolosi.
Forse e` piu` semplice, forse piu` remunerativo ( in termini di potere) concentrare la produzione di energia in mano a a pochi attori, possibilmente amici di chi governa, che renderla partecipativa e democratica.
Per questo le azioni che cercheremo, come famiglia, di intraprendere nel speriamo prossimo futuro, saranno improntate al risparmio e all'uso dell'energia rinnovabile, indipendentemente dall'esistenza di incentivi statali o meno;
per questo aderisco tardivamente alla ( ennesima - me ne sono perse alcune) catena dei blog organizzata da Kuda e invito a leggere e partecipare qui alla costruzione di proposte intelligenti di leggi sulle energie alternative al petrolio, al carbone e al nucleare.

giovedì 7 gennaio 2010

Una spinta al fotovoltaico

E` degno di attenzione l'annuncio della joint venture tra STMicroelctronics (italo-francese), Sharp ( Giappone) e Enel Green Power della realizzazione del piu` grande impianto italiano di produzione di celle fotovoltaiche, che sara` operativo a partire dal 2011 con una capacita` produttiva a regime di 480MW.
Questo per alcuni motivi:
1) Ci saranno ricadute occupazionali di un certo rilievo, non solo sulla fabbrica, ma anche sull'indotto.
2) il fotovoltaico italiano potrebbe trovare nuovi stimoli, anche per la maggiore facilita` di reperimento delle celle fotovoltaiche (ad oggi c'e` un certo shortage di disponibilita` )

3) e` soprattutto un segnale "politico": in un tempo breve, con investimenti non ingenti, si mettono a disposizione risorse per una energia distribuita, pulita e redditizia, a fronte di un nucleare comunque non perfettamente sicuro, incerto sul profilo dell'economicita` e sopratttutto con un orizzonte temporale molto piu` ampio (inizio della costruzione di una centrale previsto entro il 2013, a quando l'effettiva produzione di energia ? ).

E quelle coinvolte nell'affare del fotovoltaico non sono aziende no-profit....

lunedì 6 giugno 2011

Riuscite ad immaginarlo?



 










Avete presente, quindici-venti anni fa? 
La rete, cosi` come la conosciamo, con il WordWide Web e i motori di ricerca, nata  nel 1991 divenne pubblica nel '93, i netbook era al di la` da venire, e i tablet avevano una identita` incerta di portatili con pennino. Assistetti ad una presentazione (piuttosto fallimentare ) di un nuovo protocollo wireless dal nome di un re danese Bluetooth nel 2001 ad Amsterdam, ma furono piu` le risate che gli applausi di incoraggiamento.  
Chi mai avrebbe immaginato realmente di avere un computer in tasca, sempre connesso con una rete mondiale che in tempo reale ci fornisce notize e servizi? 
Forse solo il manipolo di visionari che poi ha realizzato queste cose. E questo è stato possibile grazie anche ad un processo, associato per semplificazione con la legge di Moore, di massiccio investimento che le aziende e i governi hanno fatto sulle tecnologie di microelettronica, che permette di raddoppiare la potenza e dimezzare le dimensioni dei dispositivi ogni 12-18 mesi. Per questo oggi abbiamo in tasca la potenza di un calcolatore  da tavolo di una decina di anni fa,  e possiamo salvare l’intero reportage fotografico delle vacanze grazie alla nuvola senza impegnare  nemmeno un dischetto ( li ricordate vero i floppy disk?)
Gli investimenti che i governi facevano ( e fanno, tranne che in Italia, chiedetevi come mai) sono dati dall’importanza strategica che la tecnologia elettronica ha sia in termini di sicurezza, che di sviluppo che di posizionamento politico rispetto al consesso mondiale.

Proviamo ora a replicare lo stesso modello sulle energie rinnovabili.
Attualmente un equivalente della legge di Moore è applicabile anche al fotovoltaico, solo con intervalli più ampi. In ogni caso in laboratorio si riescono a raggiungere gia` oggi rendimenti del 60% ( con esperimenti al 80% ) quando le celle attualmente disponibili si fermano al 20% ( operativamente poi sul terreno siamo al 12-13%). Inoltre, dopo i pannelli rigidi, si fanno strada le lastre flessibili, adattabili a qualsiasi superficie edificata,  in materiale organico  e poi alle resine spalmabili, magari sui tetti delle auto, cosi` quando le parcheggiate al sole... ).
Per non parlare delle altre soluzioni oggi ancora in fase di sperimentazione o poco diffuse: solare a concentrazione, moto ondoso, piezoelettrico,  geotermico.
Abbiamo a disposizione un pool di possibilita` da esplorare e da sfruttare,  che opportunamente incentivate potrebbero rendere obsolete non solo le centrali nucleari, ma anche quella a gas e a carbone, cosi` come l’elettricita` rese obsoleta la costosa ( e pericolosa) illuminazione a gas,  o come le auto elettriche ( a batteria o fuel cell ) soppianteranno tra breve quelle  a combustibile fossile,
Certamente per arrivare a questo servono investimenti e convinzione. Difficili da trovare in Italia.
Ma la tecnologia e` pronta.
Riuscite a immaginarlo un futuro cosi`?



















(qui trovate quello che ho scritto in questi anni sull'energia )


Postfazione:
Io cerco di dare indicazioni di senso generale al problema dell'energia, che necessita non solo di discussioni o referendum, ma soprattutto di investimenti. Se volete invece avere un'idea delle tematiche in merito al referendum, vi consiglio di seguire il blog di Kuda Roberto Codazzi, ricco di notizie e di spunti per riflettere

martedì 23 maggio 2017

"La tentazione di essere famiglia" ovvero "Voglia di tenerezza"

E' stato un periodo, questo, in cui io e mia moglie Gabriella ci siamo confrontati mediaticamente  (al cinema e  nella letteratura) con molti temi legati alla famiglia.
va beh, non siamo noi...
Nelle serate gentilmente concesseci dai nostri figli (!), abbiamo assistito alla proiezione di, in ordine sparso:
"Mamma o Papà?": leggera commedia - troppo leggera, direi superficiale -  su separazione e figli, con finale consolatorio;
"Moglie e Marito": fantascientifico scambio di genere in una coppia in crisi, stereotipi smascherati e risate autoironiche sessiste ( nel senso che ognuni ride delle manie e dei vezzi del proprio sesso);
"Lasciati andare": Psicanalista ebreo cinico e annoiato, quasi separato, incontra spumeggiante e malandrina personal trainer, che lo schioda dalla stasi e gli fa apprezzare di nuovo la vita;

"Famiglia all'improvviso, istruzioni non incluse": tenera e appassionante avventura di un padre suo malgrado;

"La tenerezza":  drammatico doppio affresco sulla genesi della violenza domestica e sulla solitudine.

E' su questi ultimi due che mi vorrei soffermare. Il primo vede la rocambolesca costruzione, mediante l'esplosiva fisicità del bravo Omar Sy, di una famiglia non convenzionale. Tra lacrime e risate, propone interrogativi su quale sia il vero cuore pulsante di una famiglia.
Il secondo, tratto (un po' troppo) disinvoltamente dall'ottimo libro di Lorenzo Marone, "La tentazione di essere felici." ci mostra invece come questo cuore pulsante possa essere infranto, perchè bellissimo ma fragile.
Da diverse angolazioni, tutte queste opere credo intendano ribadire che è insita nell'uomo la voglia di famiglia, di rapporti di tenerezza con "altri"  da sè.  Ed è solo soddisfando questa esigenza nel senso più alto possibile ( rispetto, attenzione, amore, appunto) che ci si realizza in pienezza.

Spazio, tempo, materia, energia, informazione => interazione

Propongo qui  una apparentemente ardita comparazione.
Carlo Rovelli, nel suo magistrale Sette brevi lezioni di fisica  illustra il mondo fisico come " un pullulare continuo e irrequieto di cose, un venire alla luce e uno sparire contonuo di effimere entità" e  propone una teoria ( Teoria della gravità quantistica a loop) che designa come componente fondamentale un oggetto minuscolo "loop" che racchiude una certa quantità di energia e che non esiste in se, ma in relazione con i suoi simili con i quali interagisce. Questi loop non occupano lo spazio, ma sono essi stessi spazio,  non agiscono nel tempo, ma "sono essi stessi la sorgente del tempo". Quindi Rovelli  si domanda: " Dobbiamo accettare l'idea che la realtà sia solo interazione?"

Non è forse vero questo anche in senso psicologico? L'evoluzione ha portato  a rendere indispensabile l'interazione tra gli esseri umani, per sopravvivere dapprima, poi per migliorare sempre più la propria condizione.  Questo ha influito sulla identità di ogni singolo uomo.
Noi esseri umani, non siamo "reali" se non quando interagiamo con gli altri, quando entriamo in relazione?
E quanto più la relazione è profonda, piena, tanto più ci sentiamo arricchiti, godiamo della pienezza di senso della nostra vita.
E le azioni, e gli errori che inevitabilmente talune azioni comportano, non sono altro che tentativi di arricchire relazioni, scoprirle, rinnovarle.
Siamo assaliti in ogni momento dalla tentazione di essere innamorati, essere  coppia, essere famiglia, vivere una relazione che sia senso al nostro vivere.
E'  una tentazione bella, alla quale però non sempre siamo in grado di rispondere.

Ma non per questo non dobbiamo provarci.


mercoledì 11 marzo 2009

...possiamo ancora sperare, ma dobbiamo darci da fare

... per fortuna c'è Kuda che fa proposte concrete.
Dal suo sito aggancio questa iniziativa:

Di fronte alla crisi economica e energetica Berlusconi fa esattamente il contrario di Obama. In Usa stanno investendo miliardi in fonti rinnovabili, in Italia si fa il contrario arrivando a peggiorare le già poche misure a favore della razionalizzazione energetica. E’ necessario impegnarsi per la cancellazione dei nuovi balzelli di Berlusconi sugli impianti di pannelli solari fotovoltaici. Ma non basta.

In questi mesi il fronte ecologista ha giocato in difesa provando a difendere i risultati attenuti sotto il Governo Prodi. Oggi è arrivato il momento di chiedere all'Italia di fare un passo in avanti verso la sostenibilità ambientale. Come? Passando dalla protesta alla proposta. La nostra idea è quella di lanciare una seconda catena di blog Contro il suicidio energetico e nucleare. Abbiamo visto che è uno strumento di comunicazione efficace. Qui sotto trovate alcune richieste che vanno da piccole iniziative fino a grandi cambiamenti.

Per una settimana discuteremo di queste e altre idee che chiunque potrà portare nei blog www.jacopofo.com e blog.libero.it/kudablog. Dopodiché elaboreremo un documento con il pacchetto legge blog-ambiente che sottoporremo ai nostri parlamentari, forse qualcuno di loro riterrà le nostre proposte sensate e le porterà in aula. Ecco le prime idee, nei commenti lo spazio per migliorarle o proporne di nuove:

1- TOGLIERE L'ICI DAL FOTOVOLTAICO, RIPRISTINARE LE CONDIZIONI DI PAGAMENTO INIZIALI DEL FINANZIAMENTO SUGLI IMPIANTI: gli impianti solari fotovoltaici a terra e sui tetti quelli non integrati, vengono classificati come impianti industriali e si impone l'onere di accatastarli e di pagare quindi l'Ici. Inoltre il governo Berlusconi ha modificato una serie di aspetti secondari dei meccanismi di pagamento in modo peggiorativo: vogliamo sia ripristinata la situazione iniziale. (+ info)

2- RIPORTARE IL RECUPERO DEL 55% DELL’IRPEF SPALMABILE SU 10 ANNI: per i lavori sull'efficienza energetica, con le nuove norme, si può recuperare il 55% di detrazione spalmandolo su un periodo di 5 anni. Di fatto si penalizza chi ha un reddito inferiore e quindi può recuperare ogni anno una quota inferiore di finanziamento. Chiediamo che anche i cittadini che non pagano l’Irpef e quindi non possono recuperare nulla venga dato modo di usufruire di pari incentivi o rimborsi. E’ assurdo che possa investire in efficienza energetica solo la fascia medio alta della popolazione. Inoltre chiediamo che vengano immediatamente emessi i decreti attuativi per la detrazione 2009, senza i decreti attuativi la detrazione del 55% del’Irpef non esiste. (+ info)

3- RECUPERO DELL'OLIO FRITTO PER FARNE BIODISEL: istituire la raccolto degli olii alimentari come in Germania dove si consegnano ai distributori di carburante che rilasciano un buono sconto proporzionato alla quantità d'olio fritto. Inoltre togliere il divieto di commercializzare liberamente il biodiesel, oggi i produttori hanno l'obbligo di conferirlo ai petrolieri che lo mischiano con il diesel. (+ info)

4- OBBLIGARE I COMUNI A PUBBLICARE LA LORO BOLLETTA ENERGETICA e chiedere un impegno perchè ogni anno ci sia una diminuzione del consumo pro-capite. (+ info)

5- ISTITUIRE FORME DI CREDITO PERMANENTI PER CHI VUOLE INVESTIRE IN ECOTECNOLOGIE magari su esempio di quello che ha fatto la Provincia di Milano.

6- SBLOCCARE LA RACCOLTA DEI RIFIUTI ELETTRONICI: Il 1 gennaio 2008 sarebbe dovuto partire il nostro sistema di raccolta dei rifiuti hi-tech. Ufficialmente ma non nella realtà! Mancano all’appello diversi decreti attuativi necessari a tradurre in pratica le disposizioni di legge. Tra questi, c’è il cosiddetto “Decreto Semplificazioni”, che obbliga la distribuzione a ritirare gratuitamente, in ragione di uno contro uno, l’apparecchiatura usata al momento dell’acquisto di un nuovo articolo simile destinato a un nucleo domestico. Questo decreto doveva entrare in vigore entro il 28 febbraio 2008, ma ancora non vede luce. (+ info)

7- SOSTEGNO ALLA MOBILITA' CICLABILE: introdurre in tutti i comuni la legge che prevede il diritto di parcheggiare le biciclette nei cortili dei palazzi e delle aziende. Obbligare i gestori dei trasporti pubblici a permettere il trasporto delle biciclette su metropolitana ed autobus per almeno il 50% del tempo di servizio. (+ info)

8- RIDURRE L'USO DI BATTERIE USA E GETTA: tassazione sulle batterie usa e getta per finanziare un incentivo a quelle ricaricabili. (+ info)

9- SOSTEGNO ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA: mettere simboli chiari su ogni materiale utilizzato nelle confezioni in modo da evitare confusioni. (+ info)

e poi una proposta macro:

no al suicidio energetico e nucleare10- INVESTIRE NELLE FONTI RINNOVABILI I SOLDI DEL NUCLEARE, DELLE CENTRALI ELETTRICHE ALIMENTATE DA FONTI ENERGETICHE NON RINNOVABILI E DEI NUOVI INCENERITORI: nei recenti accordi Francia-Italia si parla di una spesa di oltre 20 miliardi di euro per costruire centrali nucleari in Italia che daranno energia solo tra 12/15 anni. Investire subito le stesse risorse sul centrali e microimpianti alimentati da fonti rinnovabili per avere energia da subito e non trovarsi il problema delle scorie e di eventuali incidenti. (+ info)


invito a commentare, qui o da Kuda, le proposte.
Sono idee, forse la formulazione non è quella canonica per una legge. E forse non tutte sono ragionevolmente proponibili. Sono comunque un buon inizio.
I blog che aderiscono sono riportati qui a fianco.

domenica 18 maggio 2008

Abbracciare alberi


Ho letto recentemente da qualche parte ( non ricordo il riferimento) della ormai diffusa pratica dell'abbracciare alberi, usata anche per le mamme presenti e future a breve, per riaquistare quel rapporto con la natura che aiuta a ritrovare le energie e a rafforzare la coscienza di se`.

Io abitualmente non abbraccio alberi, pero` mi capita spesso, passando accanto ad un arbusto, ad un albero o anche un prato, di stendere la mano, cercando una sorta di "scambio di energia" tra quella evoluta e cerebrale dell'essere umano e quella primordiale e universale della natura.

Potrebbe essere pura suggestione.

Ma dopo questo gesto mi sento meglio

sabato 2 gennaio 2016

le implicazioni sociali e pratiche della convivenza con un umanoide robot




Risultati immagini per tamagotchi 



Anni fa spopolò soprattutto tra i bambini, ma attirando l'attenzione anche di un pubblico più adulto, un gioco di accudimento virtuale di un animale.Il gioco si presentava nella sua versione più conosciuta e imitata  come un piccolo dispositivo elettronico con schermo monocolore,  e simulava la vita di un piccolo animale alieno che doveva essere accudito dal proprietario, pena la morte per inedia.Si chiamava Tamagotchi, e dovette il suo successo al fatto che creava una interazione sociale "facile", senza costrizioni se non quella di ricordarsi del proprio "cucciolo" di tanto in tanto.
Era ancora un tempo in cui i cellulari svolgevano sostanzialmente la funzione per cui erano stati inventati e poco altro, Le intuizioni sull'interattività a portata di palmo erano un'esclusiva della Palm, appunto, e ancora non erano migrate sugli ancora inesistenti smartphone.
Il Tamagotchi dava l'illusione di relazionarsi con un essere reale, senza le incombenze che ogni proprietario di pet (cani, gatti o criceti che siano) ha.
Siamo poi passati alla socializzazione mediata dalle tecnologie, che avvicina persone lontane chilometri ma dall'altro lato rischia di allontanare persone tra loro vicine,
In questo caso ci sono da entrambi i lati persone reali, che la mediazione dei dispositivi solleva da alcune convenzioni, introducendone altre, meno coinvolgenti sotto il profilo emozionale.
Ci stiamo affacciando ad un'altra fase, che ancora non ha raggiunto i nostri salotti, ma sta già ponendo  domande alle quali gli psicologi cercano di rispondere.
 E' l'era dei robot.
Da tempo l'automazione industriale è una realtà, e non ci sorprende vedere per casa un disco rotante che spazza e lava i pavimenti al posto nostro.
Anche se di strada ce n'è molta da fare, le funzionalità espletate da queste macchine sono quelle noiose che vorremmo evitare, o che mettono a rischio la nostra incolumità, pertanto esse vengono percepite come


Come sarà  invece l'impatto con robot di tipo umanoide che entreranno nella nostra vita, coinvolgendo anche la nostra socialità, nell'arco dei prossimi anni ?
Avremo a che fare  con  robot per l'assistenza ad anziani e disabili, assistenti di qualsiasi tipo, colf, cuochi.  Saranno simili a noi per poter disporre dei nostri stessi utensili e per poter interagire secondo le modalità a noi familiari: emissioni verbali, movimenti del corpo, espressioni del viso.





Vi sarà un nuovo modo di interagire, si stabiliranno relazioni molto più simili ad un animale domestico che ad un usuale elettrodomestico. Daremo ordini verbali e riceveremo risposte. In parole e/o azioni. Come vivremo queste interazioni?  Cosa saranno per noi quegli esseri parzialmente simili a uomini, ma non troppo, per non rischiare di cadere nella valle perturbante ( la uncanny valley del diagramma sopra), ovvero quella zona di disagio che ci prende quando interagiamo con un robot molto simile ad un uomo, ma che riconosciamo non appartenente alla razza umana. Come li tratteremo? Come schiavi senza diritti, funzionali solo ai compiti preposti, o lik sottoporremo ad antropomorfizzazione, ossia vedremo in essi sufficienti segnali di tipo umano da paragonarli a noi, attribuendogli diritti di cui in effetti non sapranno che farsene ( ammettendo che le capacità cognitive dei nostri aiutanti androidi non raggiungano il livello di consapevolezza di se).
Un esempio di robor non umanoide: il TARS di Interstellar

Ci saranno anche implicazion più pratiche di cui tener conto.
Si pensi semplicemente alle dimensioni della media della case italiane, realizzate per una famiglia tipica di quattro membri. Dove metteremmo un robot antropomorfo delle dimensioni paragonabili a quelle di un adulto, o poco meno. In cucina, dove abitualmente si mangia anche, ci sarebbe un sovraffollamento, con il robot intento a preparare le pietanze, e magari a servirle, e l'andirivieni degli altri componenti. Si dovrebbe destinare anche uno spazio per la ricarica. Dove? in uno sgabuzzino abitualmente strapieno? E per l'energia necessaria, non sarà il caso di cambiare il contratto Enel e passare a quello da 5 KWatt, caso mai tre non fossero sufficienti? Che dire poi dei lavori domestici? Sarà possibile farglieli fare di notte, in appartamenti in cui,  per quanto silenzioso possa essere, il rumore di un aspirapolvere  o di un altro generico motore elettrico si sente negli appartamenti adiacenti come se non ci fossero muri. Anche il modello di distribuzione e di manutenzione non potrà essere lo stesso degi attuali elettrodomestici. Già ora un grosso problema nel cambio del cellulare o del tablet è la conservazione della memoria, ovvero il trasferimento dei dati dal vecchio al nuovo dispositivo. Come avverrà per una intelligenza artificiale che avrà acquisito tutte le conoscenze necessarie alla convivenza nella propria memoria? In quale formato sarà memorizzata la conoscenza?




Risultati immagini per icub

Si sta aprendo una nuova era che vedrà sempre più robot entrare nelle nostre case, le nostre abitudini saranno cambiate e così come gli smartphone e Internet hanno cambiato il nostro modo di interpretare la socialità, così i robot potranno cambiare il modo di intendere il lavoro. Cerchiamo di non farci cogliere impreparati, confondendoli con una versione evoluta del vecchio Tamagotchi.


Per saperne di più: Cingolani-Metta, Umani e umanoidi, Il Mulino
                               R.Oldani, Spaghetti-Robot, Il made in Italy che ci cambierà la vita, Codice Edizioni

lunedì 19 novembre 2012

Visioni di futuro


L’evento visionario sulla Cernusco del 2032, che si terra` sabato prossimo 24 nov. presso la nuova Vecchia Filanda, ha suscitato qualche perplessita` e commenti non del tutto benevoli.
Si contesta soprattutto l'opportunita` di porsi un orizzonte cosi` in la` nel tempo, e  riversare energie su esso, a discapito della situazione contingente alla quale si dovrebbe  cercare di porre rimedio.
La questione pero` mi sembra mal posta, anche tenendo conto che la nostra  non e` certo una citta` insensibile alla solidarieta`, non solo su fronte istituzionale.
E` mal posta soprattutto perche` non si tiene conto che la capacita` di prevedere, di immaginare il futuro e` proprio uno dei punti di intelligenza che ha differenziato la razza umana dalle altre.
Usare uno strumento efficace come la lancia , ad esempio, poteva forse bastare a garantire la sopravvivenza, ma la capacita` di imbrigliare l'energia in un sistema elastico per concentrarla in un dardo lanciato verso la preda garantiva una maggior efficacia nella caccia e quindi maggior tempo a disposizione per altro. Arco e frecce divennero armi strategiche ed efficaci sino forse al diciassettesimo secolo.

 I fratelli Wright costruivano e riparavano biciclette. Se avessero solamente pensato a come fare meglio ( con piu` profitto) le biciclette o a ripararle in modo piu` efficiente forse non sarebbero riusciti a far volare il primo aeroplano. Ci sono le innovazioni incrementali ( costruire meglio biciclette, ma anche li` i fratelli introdussero molte novita`) e innovazioni di rottura ( inventare aeroplani).
Tutte le grandi invenzioni  ( dal treno al telefono,  dalla bicicletta al computer ) incontrarono perplessita` e ostacoli, perche` implicavano il cambiamento radicale di un paradigma dato per assodato ( nel caso del treno, la velocita`, nel telefono la modalita` di comunicazione a distanza).
Ma ogni spinta verso il futuro ha finito per modificare ( per lo piu` in meglio ) le condizioni dell'oggi.
Questo e` lo spirito con il quale sento di poter partecipare a Cernusco 2032. Per me, ma, e` bene ricordarlo, anche per i miei figli e per le generazioni future.

venerdì 4 aprile 2008

se lo dice Rubbia...



Chi predica il ritorno al nucleare come unica risorsa possibile per il fabbisogno di energia dell'umanità, dovrebbe leggersi questa intervista al premio Nobel Carlo Rubbia:
http://www.marcogiovannelli.greenkitchen.nova100.ilsole24ore.com/2008/04/rubbia-n-petrol.html

giovedì 12 luglio 2012

Strumenti immortali

Ci sono strumenti e soluzioni che resistono allo scorrere del tempo. Principalmente per il loro legame unzionale con la fisiologia umana, o perche` esplicano funzioni base nella maniera piu` efficace. Prendete un cucchiaio, per esempio. La sua forma e funzionalita` sono state sviluppate circa 2-3 mila anni fa, e ha subito poche modifiche, soprattutto estetiche, o quando ha esteso la sua funzionalita` primaria, che era ed e` quella di portare cibo alla bocca ( e quella non e` cambiata ;-).
Anche se considerate la bicicletta, vecchia di  duecento anni, la sostanza non cambia. Essa ha avuto una grande evoluzione nelle forme e soprattutto nei materiali, ma la funzionalita` essenziale, quella di trasferire energia cinetica dalle gambe alle ruote, non e` mai cambiata, cosi` come non sono cambiati nella loro esssenza  i suoi elementi strutturali ( manubrio, sellino, ruote, freni, pedali, trasmissione , sostanzialmente evolutisi in termini di efficenza e ergonomicita` ).
Allo stesso modo alcune funzionalita` software, nate nel boom dell'era informatica pre-internet , sorprendentemente mantengono la loro utilita` a dispetto della pressione dei nuovi paradigmi del Web, delle funzionalita` cloud e altre amenita` del genere. 
L'avvento del sistema Unix si trascino` una serie di funzionalita` software e di linguaggi ancora oggi strumenti indispensabili per molti designer. A partire dal linguaggio C, vero pilastro della programmazione, ad una serie di tool e funzionalita` , quali l'apparentemente complicato editor VI, il linguaggio AWK, i comandi grep e sort e molti altri. ( Devo avere da qualche parte documenti originale dei Bell Labs del 1978, ereditati da un mio dirigente dei primi anni in azienda, che contengono tutti gli articoli descrittivi).  
Sono strumenti che sono alla base di molta della tecnologia avanzata che caratterizza i nostri giorni.
Saperlo mi da` un certo conforto. 

venerdì 19 ottobre 2012

Pionieri - prima parte

L'undici agosto del 1954 Enrico Fermi, l'illustre scienziato italiano che aveva gettato le basi per l'utilizzo dell'energia atomica, sia in senso militare che civile, ebbe un'idea.
L'Universita` di Pisa aveva ricevuto un finanziamento dalle provincie e dai comuni di Pisa, Lucca  e Livorno.
Di questi tempi sembra impossibile. Non avevano finanziato l'ennesimo tratto di strada, o un ospedale o qualche altra infrastruttura utile come ritorno mediatico e quindi elettorale. Avevano finanziato una universita`, che quei soldi li avrebbe usati per ricerche la cui importanza  ancora oggi suscita perplessita` nella gente comune. Intendevano infatti realizzare un sincrotrone, ovvero uno di  quegli acceleratori di particelle che vengono alla ribalta solo se permettono di trovare  "la particella di Dio" o se qualche sventurato ministro lo usa per regalarci una gaffe planetaria.
Evidentemente gli amministratori di quel tempo non avevano l'orizzonte limitato al proprio bacino di voti, guardavano oltre.
Ma Roma li aveva preceduti. Un sincrotrone sarebbe stato realizzato in quella citta`. Dunque si trattava di trovare qualcosa di alto interesse scientifico che permettesse al mondo accademico di progredire in qualche ambito di ricerca, e alla comunita` intera di dotarsi di un volano per innovazione, industria e cultura.
Qui entro` in gioco Fermi. Negli States aveva avuto modo di comprendere l'importanza  dei calcolatori elettronici. Fu facile per lui suggerire di realizzare interamente in Italia un calcolatore elettronico. Questo, oltre a dotare l'universita` di un potente strumento di calcolo, avrebbe permesso di formare un pool di esperti in questa branca dell'elettronica, che avrebbero contribuito allo sviluppo tecnologico dell'intera Italia.
Nacque cosi` la Calcolatrice Elettronica Pisana.
(segue)

giovedì 20 agosto 2009

Rinnoviamo le rinnovabili

( a.k.a. Un approccio diverso)





Non si tratta solo di incentivare l'uso e la ricerca sulle fonti rinnovabili gia` diffuse ( e penso di accennare in un futuro post delle prospettive del fotovoltaico ). Si deve anche pensare differente ( come diceva lo spot della Apple ; Think different ), magari guardando anche al passato, quando l'energia "costava" molto di piu` e non c'era ancora la concentrazione della gestione energetica in mano a pochi.



A questo proposito, che vi dicono queste immagini?




martedì 16 giugno 2009

La forza e la grazia.

È soprattutto l’influenza massmediatica di questi ultimi ( cinquanta ? ) anni a ingenerare nel cittadino medio una idea di ipersemplificazione dei fenomeni e degli accadimenti.
Una delle più evidenti e deleterie conseguenze di questa sfocatura nell’analisi della realtà, che porta alla eliminazione dei particolari, consiste nella incapacità di apprezzare la fatica di fare le cose.
È vero che dalla rivoluzione industriale in poi, realizzare strumenti per l’uso quotidiano, per spostarsi, per migliorare la propria qualità di vita è diventato via via sempre più semplice, più veloce ed economico.
Pero` osservando i comportamenti sociali e interpretando il pensiero comune ci si rende conto che si sono raggiunti livelli di approssimazione e faciloneria dai quali scendere ( o risalire, visto che sono indiscutibilmente segni negativi ) risulta molto difficile.
“Cosa vuoi che sia cambiare il pneumatico alla bicicletta?” Pero` ormai quelli che lo sanno fare e lo fanno sono sempre più pochi.
“Aggiustare un rubinetto? Non capisco perche` chiede tutti quei soldi!” Pero` quando si prova a fare l’intervento da soli si incespica nel diametro della ghiera, nell’avvitare il pezzo, la sigillatura, poi ci sono le perdite – ma non l’avevo stretto bene?
“Quel giocatore non ha fiato!” Ma tutti a usare l’ascensore – benedetta invenzione – perche` fare due rampe di scale fa venire il fiatone.
“ Ho ripreso tutto, adesso lo riporto sul computer e faccio un dvd.” Ma il software è incompatibile, la musica come faccio a sincronizzarla, i risultati…. lasciamo perdere.

Dietro gesti e operazioni in apparenza semplici, e` sempre necessaria forza e competenza



In questo contesto, dove tutto viene appiattito e trova identita` solo sulla schermo di un apparecchio televisivo, trovo spunto dal saggio di danza di mia figlia.
È impressionante quanta energia sia necessaria per dare al movimento del corpo quel senso di fluidita` e grazia che è caratteristica della danza. E se pensate che, tutto sommato, l’impegno richiesto a delle ragazze ad un saggio non sia poi chissa` che sforzo, provate a fare di seguito decine (non dieci, più decine ) di salti di almeno quindici centimetri sul posto, mantenendo la postura e il sorriso. Pochi tra noi riuscirebbero a farlo senza farsi venire il fiatone.

Muscoli che guizzano veloci,
legamenti tesi al limite del dolore,
concentrazione al massimo
per dare movimenti fluidi,
impressioni di leggerezza,
sensazioni di fluidita`.
La danza è finzione.
Appunti
Commento sul mio taccuino ( cartaceo e in web) gli argomenti che di volta in volta mi sembrano più interessanti, con un obiettivo semplice: cercare di migliorare e rendere più chiara la mia visione del mondo. E se questo può aiutare anche voi, ne sono felice.