martedì 16 giugno 2009

La forza e la grazia.

È soprattutto l’influenza massmediatica di questi ultimi ( cinquanta ? ) anni a ingenerare nel cittadino medio una idea di ipersemplificazione dei fenomeni e degli accadimenti.
Una delle più evidenti e deleterie conseguenze di questa sfocatura nell’analisi della realtà, che porta alla eliminazione dei particolari, consiste nella incapacità di apprezzare la fatica di fare le cose.
È vero che dalla rivoluzione industriale in poi, realizzare strumenti per l’uso quotidiano, per spostarsi, per migliorare la propria qualità di vita è diventato via via sempre più semplice, più veloce ed economico.
Pero` osservando i comportamenti sociali e interpretando il pensiero comune ci si rende conto che si sono raggiunti livelli di approssimazione e faciloneria dai quali scendere ( o risalire, visto che sono indiscutibilmente segni negativi ) risulta molto difficile.
“Cosa vuoi che sia cambiare il pneumatico alla bicicletta?” Pero` ormai quelli che lo sanno fare e lo fanno sono sempre più pochi.
“Aggiustare un rubinetto? Non capisco perche` chiede tutti quei soldi!” Pero` quando si prova a fare l’intervento da soli si incespica nel diametro della ghiera, nell’avvitare il pezzo, la sigillatura, poi ci sono le perdite – ma non l’avevo stretto bene?
“Quel giocatore non ha fiato!” Ma tutti a usare l’ascensore – benedetta invenzione – perche` fare due rampe di scale fa venire il fiatone.
“ Ho ripreso tutto, adesso lo riporto sul computer e faccio un dvd.” Ma il software è incompatibile, la musica come faccio a sincronizzarla, i risultati…. lasciamo perdere.

Dietro gesti e operazioni in apparenza semplici, e` sempre necessaria forza e competenza



In questo contesto, dove tutto viene appiattito e trova identita` solo sulla schermo di un apparecchio televisivo, trovo spunto dal saggio di danza di mia figlia.
È impressionante quanta energia sia necessaria per dare al movimento del corpo quel senso di fluidita` e grazia che è caratteristica della danza. E se pensate che, tutto sommato, l’impegno richiesto a delle ragazze ad un saggio non sia poi chissa` che sforzo, provate a fare di seguito decine (non dieci, più decine ) di salti di almeno quindici centimetri sul posto, mantenendo la postura e il sorriso. Pochi tra noi riuscirebbero a farlo senza farsi venire il fiatone.

Muscoli che guizzano veloci,
legamenti tesi al limite del dolore,
concentrazione al massimo
per dare movimenti fluidi,
impressioni di leggerezza,
sensazioni di fluidita`.
La danza è finzione.

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