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venerdì 24 agosto 2018

Molti incontri

L'atteggiamento dell'incontro è forse quello che meglio caratterizza il periodo della vacanza, almeno per quanto riguarda le esperienze che, insieme alla mia famiglia, ho vissuto in questa estate.
Fuori dai contesti quotidiani, la mente è più aperta, più affamata di stimoli positivi, più incline a allineare il pensiero all'ampio orizzonte del mare, o ai frastagliati margini di un bosco, che alla concentrazione e concitazione del lavoro e delle attività.
In qualunque luogo ci si trovi, penso che le occasioni di incontro, in cui l'anima si affaccia, ingenua, alle meraviglie del mondo,  non manchino.

Incontro con la natura:
        più che in altri periodi dell'anno, ci si trova immersi in ambienti naturali, si percepisce il sole, il vento sulla pelle, si ragiona e si dipende dai capricci del tempo per organizzare le proprie giornate, si hanno contatti con piante e animali ( pesci che ti nuotano intorno mentre sei a mollo nel mare o donnole che ti attraversano la strada di montagna che stai percorrendo, per dirne un paio; potrebbero parere banali, ma con l'atteggiamento di apertura e di scoperta, sono perle di esperienza).

Incontro con la fantasia, che  concretizza le visioni del quotidiano in colore e forma, di ogni tipo.

Incontro con l'arte, con l'ambizione, con la grandezza umana cementata tra le pietre testimoni della storia.

Incontro con i libri, non per l'oggetto in sè  o per le storie che narrano, ma per l'incontro con chi li ha scritti, annullando con il gesto di sfogliare le pagine, ogni lontananza nel tempo, nello spazio, nella cultura.

Incontro con la diversità umana, con i milioni di persone che lavorano, si muovono, amano, dialogano,  riconoscono nell'altro una parte di sè. Incontrare altri da noi, confrontare comportamenti, abitudini, apprezzarne il lavoro, porta a diminuire la sovrastima che si ha di sè, del proprio nucleo originario, e aumenta l'apprezzamento per l'intero genere umano e per le culture che lo formano.

Incontro con la dimensione familiare, vissuta nei tempi della vacanza, mai abbastanza lenti,  focalizzati nel vivere insieme esperienze uniche, perchè unico il momento in cui le si vive.

Incontro con se stessi, coi bilanci non fatti, le domande mai poste o rimandate, col riposo della mente, con la voglia di ripartire con progetti e idee.



venerdì 26 agosto 2016

Terra Acqua Fuoco Aria

Terra aria e acqua in una vetrata del Casinò di San Pellegrino Terme


Una stagione piena di emozioni. 
In questa estate non ancora conclusa in termini metereologici e  astronomici, ma lasciata alle spalle per l'indesiderato bisogno che abbiamo di  lavorare,  globalmente (come famiglia) abbiamo collezionato esperienze varie, molto semplici ma per noi significative,
Mi è piaciuto collezionare immagini verbali di queste esperienze attraverso i quattro elementi della tradizione filosofica, Terra, Acqua, Fuoco, Aria.
Ad ogni elemento  ho voluto poi associare più o meno arbitrariamente  alcune tra le letture recenti e possibili.




Terra

Assolata polvere di sentiero,  che trascina salsedine e profumi di macchia. 
Bastioni di rocce a delineare orizzonti 
Profumo di terra e muschio, bagnati dall'acquazzone. 
Strade, lunghi rettilinei che intersecano il continente a congiungere popoli

Futuro Interiore di Michela Murgia. 

Un libro politico, in senso ampio. Un libro generazionale, di una età diversa dalla mia  ( l'autrice ha nove anni in meno) ma tutto sommato coinvolta nelle stesse dinamiche. Con il suo linguaggio senza fronzoli, Murgia  propone riflessioni su cittadinanza, democrazia, bellezza, relazioni.  Riporto alcuni passaggi  tra i più significativi:
"La bellezza è una questione politica. Ogni volta che ce ne dimentichiamo o che la consideriamo secondaria ci ritroviamo in mano a governanti che della politica non hanno alcuna visione estetica e convinti che il mondo possa ridursi a funzione, agiscono dimenticando che invece è relazione."
"Il disordine è un elemento strutturale e qualificante del vivere democratico"
"...una visione della vita civica muscolare e costantemente reattiva al dissenso, percepito come un potenziale pericolo da disinnescare di continuo. Eppure il dissenso all'esperienza democratica, perchè la democrazia è l'unico sistema di governo che sul dissenso si è fondato."


Vorrei leggere: 
Contro Natura, di D.Bressanini-B.Maurino





Acqua 

Onde cerulee che crepitano sulla spiagga di sassi. 
Rumoreggiare di un torrente dopo una notte di pioggia, ancora pioggia che leviga pelle e sentieri.
Piscine ribollenti di acque, per relax e divertimento. 
Sete estinta da una fresca sorgente.


Il ciclope di Paolo Rumiz

Qualcuno lo ha definito un viaggio immobile. In effetti Paolo Rumiz, nella sua permanenza come ospite di un faro in un isola ancorata nel Mediterraneo, ci porta con sè per tutti i mari conosciuti, ci fa viaggiare come Ulisse, come i Fenici, i Greci, le Repubbliche Marinare. Ci racconta dei fari, occhi accesi dove la Terra incontra il Mare, dei faristi, donne e uomini che amano l'essenziale, che altrimenti non sopravvivrebbero alle geometrie di edifici espressi in verticale, massicci ma scossi da maestrale e tempeste. Narra in una lingua


Vorrei leggere:
Storia della pioggia di Niall Williams



Fuoco


Folgori di temporali rimbombanti tra le pareti della valle. 
Fiamma tranquilla a riscaldare il tramonto, 
Falò rumoroso che chiude un'esperienza e apre al mondo. 
Esile luce che accompagna la veglia.

Superintelligence di Nick Bostrom

Siamo pronti per le intelligenze artificiali?  Abbiamo capito come effettivamente funziona la nostra intelligenza?  Ci sono diverse strategie per emulare il comportamento del nostro cervello. Questo libro le affronta e ne esamina i pro e i contro. Vi saprò dire qualcosa in più quando lo avrò finito....









Vorrei leggere:
Eccomi di Jonathan Safran Foer



Aria


Vento che raffresca.
Pensieri che attraversano distanze. 
Lembi di nubi che si intrecciano agli aghi di pino.
Vele gonfie a navigare sulla linea tra l'azzurro e il cobalto.


I robot sono tra noi di Enrica Battifoglia

Forse non li avremo domani nelle nostre case, ma i robot sono già una realtà  da molti anni, in campo industriale, e presto copriranno molte attività che l'uomo non vuole ( per noia o per il limitato valore intrinseco) o non può ( per i rischi associati) fare.  Se qualcuno vuole farsi un'idea di come sarà il futuro con questi compagni artificiali, può leggere questo libro, Non ha aggiunto molto di più di quanto avevo appreso con altre letture, e di cui ho parlato in due post precedenti: 

Vorrei leggere:
Interwingled. Information Changes Everything, di Peter Morville

giovedì 29 agosto 2013

Letture sull'Amore e un paio di sorprese

Le sorprese, legate al compimento del mezzo secolo, sono quelle che vedete in foto: un gradito tablet da 8 pollici, che funziona molto bene anche come e-reader (a dispetto dei  puristi ; avendo provato anche il kindle, io tutte queste difficolta` di lettura non le ho trovate), e quel supporto alla lettura che ho scampato sino ad ora ( un oculista aveva vaticinato l'uso degli occhiali, ma sono passati sei/sette anni da allora ) , ma mi ritrovo a dover utilizzare specialmente alla sera o con font molto piccoli.
Dei libri che mi son portato in vacanza, alcuni erano di argomenti tecnici inerenti al mio lavoro ( un giorno o l'altro parlero` anche degli aspetti della collaborazione attraverso i social network aziendali ) che ho piluccato per cercare informazioni utili.
Sorprendentemente, e me ne sto rendendo conto ora mentre scrivo queste righe, i tre libri di narrativa  che ho avuto tra le mani quest'estate hanno a che fare, in un modo o nell'altro, con la famiglia.

Il primo in realta` e` il poema erotico/amoroso per eccellenza, conosciuto come Cantico dei Cantici. L'ho riletto nella versione tradotta e commentata da Ceronetti, un classico di Adelphi che una famosa catena di librerie ha rimesso in circolo in edizione speciale. Avevo letto alcune versioni parecchi anni fa, e avere tra le mani il testo ha riacceso in me la voglia di  ( provare a ) studiare un po' questo sorprendente testo.

In "Non so niente di te" di Paola Mastrocola, si narra di una famiglia apparentemente vincente, padre avvocato, madre architetto, figlio con una carriera ben guidata, da economista.  Ma le apparenze nascondono una ribellione interiore ( che purtroppo a volte prende il sopravvento nella narrazione, appesantendo un po' il flusso del romanzo, per altri versi magistralmente scritto ) che si concretizza con uno stratagemma del figlio, che una volta scoperto sconvolgera` le vite di tutti.

Anche "Non volare via" di Sara Rattaro racconta di una famiglia. Alle prese, in una narrazione a tratti scioccante, con la rottura della normalita`, costruita con fatica a tutela di un figlio disabile, per un tradimento e la sparizione della figlia adolescente. Basta un momento, un bacio in piu`, e il fragile castello ipocrita crolla trascinando  tutto l'amore che si e` disposti  a dare: "quando si tratta della nostra vita ecco arriva il caos, perche` mettere in ordine significa trovare una logica, fare una selezione, quindi perdere qualcosa. O qualcuno." 

Non e` difficile notare che questi due romanzi sono dominati da una negazione. Espressa anche nel titolo da quell'avverbio "Non so niente di te", "Non volare via".

Vivere intensamente la famiglia significa comunque negare qualcosa, rinunciare ad una liberta` presunta che a volte si rivendica, significa negare le proprie aspettative verso i figli, ("voi siete l'arco dal quale, come frecce vive, i vostri figli sono lanciati avanti"-cit. G. K. Gibran  ) , negare percorsi che usino la famiglia come supporto per il proprio esclusivo successo.

La scoperta di questa negazione, di questo dover rinunciare per avere e` il cammino, il percorso di coppia e di famiglia.



Anche nel Cantico vi e` una negazione. Non una assenza, perche` Dio  sostiene le fondamenta dello scenario nel quale si muovono i due amanti, ma nel Cantico Dio non appare, non viene nominato. Quasi volesse rinunciare a se per esaltare l'amore umano. Non ha bisogno di essere citato, perche` a detta di Ceronetti: "nel niente erotico sacralizzato le grandi realta` dubbiose, Uomo, Anima, Corpo, Sapienza, Dio esistono in figure viventi di attirati reciprocamente, abbracciati, intrecciati, e nello stesso tempo di fuggitivi, sospiranti, separati, desiderosi, introvabili. " 
Personalmente non ritengo che il Cantico dei Cantici sia una metafora del rapporto tra l'umanita` e il divino, quanto il perfezionamento di quello che viene detto in Genesi 2, 14:  "Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. Ora tutti e due erano nudi, l'uomo e sua moglie, ma non ne provavano vergogna."

E il cerchio tra le tre letture agostane si chiude.




martedì 21 agosto 2012

Cose che mi sono capitate *

Non ho fatto vacanze in luoghi straordinari o degni di essere descritti in qualche guida. Non ho nemmeno fatto avventure degne di tale nome. Ho semplicemente vissuto alcune esperienze semplici, quelle che tutti noi possiamo provare. Ma raccoglierle e dar loro  un corpo scritto puo` essere un primo contributo alla creazione di un percorso narrativo che sfocia in un racconto o romanzo. Per questo le ho annotate sul taccuino:


  • Ho avuto il battesimo della sella. Capirai, dira` qualcuno, ma a 49 anni, capire che gli animali non sono come le auto, non li si deve guidare ma convincere, per me e` un grande risultato. Eppoi, girare per la valle con lo sguardo a piu` di due metri e mezzo  di altezza, fa tutta un'altra impressione
  • Ho concentrato in una sola escursione quello che potevo fare in due o tre: sei ore di cammino, per uno non allenato come me, si sentono.
  • Dopo una vita a cercare scoiattoli nei boschi di montagna, li trovo nella pineta di un agriturismo di Eraclea Mare. C'era anche una ghiandaia.
  • Ho visto un uomo di settant'anni commuoversi all'ascolto dell'Ave Maria di Gounod durante la celebrazione del suo cinquantesimo di matrimonio. L'Ave Maria la cantavo io, a mio modo - un po' rock. Ero fuori allenamento, ma ho fatto molte prove. Il parroco era d'accordo ( non se fosse stata quella di Schubert ).

* Il titolo e` un riferimento al diario del protagonista di "Molto forte, incredibilmente vicino, di J.S. Foer, da cui e` stato tratto l'omonimo film, e di cui parlero` in un prossimo post.

sabato 18 giugno 2011

Sorella nostra Terra

I recenti referendum popolari su acqua e nucleare, al di la` delle conseguenze politiche ed economiche, hanno ri-promosso tra le altre una discussione sulla responsabilita` dell’uomo in ordine alla salvaguardia delle risorse e dell’equilibrio del pianeta Terra.
Di questo si era consapevoli sin dall’alba dei tempi, da quando il Signore pose l’uomo sopra tutte le creature ( “Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse” Genesi 2,15 ) non come dominatore, ma come custode.
Ma tra la lettura dei Sacri Testi e il rendere operativa questa responsabilita` il passo non e` mai stato breve, e sin da quei tempi lontani l'uomo ha plasmato l'ambiente a sua immagine, spesso con risultati catastrofici, quali la desertificazione di ampie zone della Terra con la pastorizia intensiva.
Forse  l’eccessiva fiducia nel progresso ( resta da capire cosa si intende per progresso) ci ha fatto dimenticare il nostro ruolo di custodi,  che pero` possiamo recuperare diffondendo il rispetto per la natura e un modello di sviluppo piu` armonico.

Ci si dimentica che la nostra Terra e` una esperienza unica in questo angolo di Universo centrato sul Sole. La vita e` abbondante sulla Terra tanto quanto assente ( o scarsa )  sul resto del Sistema Solare.  Non sappiamo dire nel resto dell'Universo, ma non e` certo facile trovarla.
Dunque dobbiamo rassegnarci a vivere su questa Sfera ancora per parecchi anni, meglio trattarla bene.



Certo nel contesto delle vacanze, che ci portano in luoghi dove preponderante e` l’influsso degli elementi e della natura, ( anche nelle spiaggie più affollate, la linea d’orizzonte del mare è il segno inequivocabile della potenza del creato) una meditazione guidata da alcuni titoli potrebbe risultare fruttuosa.
Si puo` cominciare da un punto di vista che quando fu annunciato, tre decenni fa, rivoluziono` il modo di intendere l’ecologia, quantomeno dal punto di vista mediatico.  L’organismo Terra e` descritto in Gaia, Nuove idee sull'ecologia, di James Lovelock, promotore  di quegli studi annuali sullo stato del pianeta ora sotto l’egida del WorldWatch Institute. Quest’anno lo State of the World 2011. Nutrire il pianeta, edizioni Ambiente, presenta una analisi delle risorse alimentari della Terra, delle conseguenze di un cattivo uso e delle prospettive per il futuro.
Futuro tutto da disegnare, secondo i cristiani, secondo un’ottica che veda l’uomo al centro, ma con un orizzonte ampio quanto l’intero Creato. E’ quanto ci viene descritto in Ecologia ambientale ed ecologia umana. Politiche dell'ambiente e Dottrina sociale della Chiesa, da consigliare agli attivisti ambientali per l’apertura di una diversa  prospettiva rispetto alle rivendicazioni a loro care.
Se però la saggistica risulta un po’ difficile da digerire, specie sotto l’ombrellone o all’ombra di un larice, si può ricorrere alla narrativa.
Ecco allora un classico come L’uomo che piantava gli alberi,   del 1953, attualissimo, di una semplicità disarmante nella narrazione di un uomo controcorrente, che ridà dignità ad una valle e all’umanità con un lavoro incessante e umile.
Poi, se amate le atmosfere aspre e evocatrici di magie millenarie e se già avete letto i miei racconti :-) ,  fa per voi Mauro Corona, che  con tutta la sua produzione dallo scrivere rozzo ma sincero racconta soprattutto Le voci del bosco.
Libri come atti d’amore per la Terra,  anche perché è  l’unica che abbiamo.

giovedì 15 luglio 2010

Vacanza piena


Non e` detto che vacanze sia sinonimo di mete lontane o di sedute non-stop 24h ai bagni "Lido".
Non e` detto, e per la mia famiglia non lo e` mai stato. Con questo non vuol dire che non abbiamo anche noi apprezzato l'esplorazione di luoghi mai visti, o non ci siamo rilassati sotto l'ombrellone.
Semplicemente non abbiamo mai cercato di vivere questo periodo come occasione per sfide estreme ( o sfide contro il tempo per raggiungere in orario l'areoporto, mentre il pupo piange e la valigia e` ancora da fare ) o per contro come momento per isolarsi in completo ozio, abbassando l'attivita` neurale al livello di gossip spiaggistico.
Abbiamo sempre cercato di trascorrere un periodo di tempo vivo, senza pretese, facendo esperienze ma senza nessuna ansia da prestazione ( no, nemmeno di quel tipo ;-) .
Ci siamo accorti poi, in questi anni, che in questo periodo si puo` coltivare e far sviluppare un aspetto tra i fondamentali della natura umana: le relazioni.
Abbiamo conosciuto persone, famiglie che a volte condividono i nostri punti di vista, altre volte ne sono diametralmente opposti. Abbiamo avuto l'occasione di condividere nuovi scenari con amici di lunga data, scoprendo di loro sfaccettature di carattere e preferenze nei gusti che la quotidianita` del rapporto cittadino non permette di evidenziare.
Abbiamo compreso che cementare relazioni esistenti o coltivarne di nuove aiuta ad arricchire di idee e di punti di vista nuovi le nostre esperienze.
Dunque vacanza si`, ma piena.
Perche` il vuoto delle attivita` lavorative non deve essere necessariamente anche un vuoto di contenuti.

venerdì 25 giugno 2010

Il pieno di libri

L'estate, tempo atmosferico favorevole o meno, e` iniziata. Ci si aspetta di avere molto piu` tempo per rilassarsi ( anche se nella nostra famiglia pare che l'entropia sia aumentata, e di parecchio, anziche` diminuita ) magari in compagnia di un libro. Nel contributo che mensilmente pubblico come "Curioso" sul giornale parrocchiale (che vi invito a leggere, ho elencato i libri che credo valga la pena portare in vacanza.
Ora pero` elenco, se vi interessa, quelli che portero` io. Non e` detto riesca a leggerli tutti, ci provo.
Una specie di Anobii, senza entrare nel sito.

Iniziamo con due inerenti al tipo di lavoro che faccio.
Il primo e` il recente Design Driven Innovation, di Roberto Verganti. Un sorprendente ( per me) punto di vista sull'innovazione non guidata dal mercato o dalla tecnologia, ma dalla volontà di dare nuovi significati ai prodotti e alle cose.
Ho poi tra le mani Wikinomics di Don Tapscott e A.D. Williams, ormai un classico, che racconta di come la Rete stia cambiando il modo di collaborare e il modo di fare business. Non è l'unico testo che racconta questo, ma è tra i più famosi e credo anche tra i primi.
Per tutt'altra ragione un altro saggio sarà a portata di mano: Il drago come realtà, di Silvana De Mari, l'autrice de L'ultimo Elfo,
Sapete che i draghi sono tra i miei soggetti preferiti... e poi quest'opera scava nei rapporti tra realtà , storia, fantasia, altro argomento che mi appassiona.
Sul tema del camminare, da questi schermi ho già parlato dell'attraversamento dell' Italia Centrale, coast to coast, da parte di EnricoBrizzi con Nessuno lo saprà, a questo, letto a metà, aggiungo Il pellegrino dalle braccia d'inchiostro .
Vorrei poi recuperare il tempo perduto recuperando un testo che avevio snobbato alla sua uscita non perchè non lo ritenessi interessante, ma per una mia idiosincrasia a seguire le hit del momento. Ora, placata l'onda marchettara, è tempo di affrontare L'eleganza del riccio di Muriel Barbery.
Spero bastino a tenere occupata la mente quest'estate.
Dimenticavo.
Se riesco, sottraggo Il teorema del pappagallo di Denis Guedj a mio figlio maggiore, che ce l'ha come libro per le vacanze.
Oltre, naturalmente, alla pletora di fumetti Bonelli e Marvel e DcComics che stanno riempiendo ogni superficie della sua camera.

lunedì 14 giugno 2010

L'avventura dell'oratorio

E` iniziato l'oratorio feriale ( Meno male! come cantava sui gradini della vecchia casa del don -attuale sede della AS Sacer - "secoli fa" il compianto Felice ).
Piu` di novecento bambini e ragazzi distribuiti nei tre oratori cernuschesi per una avventura educativa che non ha eguali, sia per offerta formativa che per organizzazione ( ce la invidiano persino i villaggi vacanze ) e che di fatto, tra genitori e nonni coinvolge l'uno per cento della popolazione cernuschese.
Con buona pace di chi critica don Andrea per l'eccesso di apertura, e` il piu` bel biglietto da visita per la comunita` cattolica, e spesso il primo vero contatto libero ( cioe` non mediato dall'obbligo della frequentazione in funzione dei sacramenti ) di molti ragazzi con la dimensione di comunita`, strumento INDISPENSABILE per costruire nel loro domani tutte le relazioni, la rete per poter crescere e dare il contributo alla societa` in maniera efficace.

mercoledì 19 agosto 2009

Non ho visto draghi



Anche quest' anno non ho incontrato draghi, in valle, e nemmeno folletti ( anche se mio figlio piu` piccolo ha notato uno strano movimento, l'altro giorno, nel bosco. E non era un animale ).


Donne elfiche , invece, abbiamo incontrato una sera a Ornica, borgo della Valle Averara, che vanta uno dei servizi a mio parere piu` rilevanti dell'offerta turistica dell'intera val Brembana.
Erano le donne della cooperativa "Donne di Montagna" che hanno recentemente aperto un albergo a ospitalita` diffusa tra le case del borgo stesso.
Tra le tante iniziative a supporto, la cena itinerante alla quale abbiamo partecipato ha offerto un suggestivo percorso tra i vicoli del borgo e tra le specialita` gastronomiche della zona, ritmato dalle musiche del gruppo folcloristico dei Noter de Berghem ( senza nulla togliere a questi, personalmente avrei ascoltato con piu` favore musiche ispirate al mondo medievale o celtico, ad esempio quelle degli amici Lingalad che, guarda caso stanno per uscire con un nuovo CD dal titolo "Vicolo delle candele" ).
La riscoperta delle risorse che la montagna offre, il recupero intelligente del territorio e dei manufatti che hanno segnato la storia della valle, l'offerta fatta con modalita` e espressione comunicativa al passo con i tempi fanno di iniziative come queste l'unica vera ancora di salvezza per un turismo che in valle arranca, e per chi ne usufruisce un boccone di aria fresca, da conservare nella memoria per le stagioni grigie.
Su tutti vegliava, con il passo sicuro e il piglio deciso, il re elfico dell' Alta Valle: Ferdy
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martedì 26 agosto 2008

Riempire il vuoto






La vacanza è un tempo che serve a sostenere i mesi di lavoro e studio, permette di annullare il grigio quotidiano con i colori visti e vissuti in quei giorni. Pur con i suoi limiti fisici ( in fondo sono solo Prealpi ) e l'approssimazione di alcuni promotori turistici ( ma armati di tanta buona volontà - si veda per tutto http://www.valbrembanaweb.com/ ) la Val Brembana è in grado di regalare angoli di notevole bellezza.
Tanto per darvi un'idea, ecco alcune foto. Le ho fatte io, quindi non sono un gran che, ma spero rendano la bellezza di quei posti.



giovedì 31 luglio 2008

Abrasioni

Vorremmo che la nostra vita scorresse liscia, senza intoppi, senza ostacoli che ci costringano a deviare o a rallentare il flusso costante, che ci obblighino a riflettere sul cammino che stiamo compiendo. E concepiamo le provocazioni solo se rafforzano questo falso senso di sicurezza.
Se invece, come la chiesa gonfiabile a Cagliari, posta in un contesto, la spiaggia, che e` simbolo della spensieratezza, ci costringono a mettere in discussione il senso di quello che facciamo, allora si reagisce: "Qualcuno ha ironizzato, altri hanno protestato. I primi sono come quel tizio che, al cospetto di un dito che indica la luna, si ferma a guardare il dito. I secondi sembrano dimenticare che, senza il dito che la indica, non c'e` nessuna luna da guardare" ( Fabrizio Rondolino in Donna Moderna di questa settimana ).
Abbiamo paura di farci frenare, di venire abrasi dalle ruvidezze della vita. Ma, come quando si impara ad andare in bicicletta, e` solo dopo essersi sbucciato i ginocchi che si ha veramente imparato.

domenica 20 luglio 2008

Solitudini e coincidenze


Come ho gia` detto, diffido dei best sellers, preferisco che l'onda mediatica si plachi per capire se sul fondo resta qualche cosa di veramente concreto. Ovvero se un libro resiste alle mode e la sua validita` si conferma al di la` degli enunciati pubblicitari.


Non sempre pero` e` cosi`: a volte un particolare, una frase ci spingono all'acquisto piu` del contenuto. Ed e` stato il caso de La solitudine dei numeri primi, titolo accattivante e autore pure. Sta di fatto che me lo sono portato al mare, e nei pochi momenti liberi dall'assillo del figlio minore sono anche riuscito a concluderlo.
Mi sono accorto che la matematica, a dispetto del titolo, c'entra ben poco con il romanzo, piuttosto e` un libro per pedagogisti e psicologi, perche` sonda nella crescita soprattutto mentale dei due protagonisti.

Per coincidenza proprio in quei giorni nella localita` dove ero in vacanza e` venuto Paolo Giordano a presentare il suo lavoro: la cosa singolare ( e quella meglio sfruttata dal meccanismo mediatico ) e` che un libro del genere lo vedresti partorire da uno della generazione dei quarantenni, non da un simpatico ventiseienne fisico teorico, dottorando, non affetto da divismo, forse anche un po' a disagio nei panni di "autore del momento".

Se posso muovere un appunto al libro, e` che mi sarei aspettato, visto il percorso personale dell'autore, una maggiore sperimentazione nel linguaggio, un maggiore coraggio nel cercare uno stile piu` personale.
Ma questo non toglie nulla alla validita` del libro, che tocca, senza forzature, temi importanti da considerare per cercare di comprendere o almeno sforzarsi di farlo, le nuove generazioni, di ieri e di oggi.

mercoledì 2 luglio 2008

Il curioso in Libreria - luglio 2008

( leggere, ascoltare, incontrare)

TRACCE DI LETTURA
Parrebbe facile, scegliere un libro per le vacanze. Basterebbe entrare in Libreria (quella del Naviglio ne è fornitissima ) e pescare a caso tra le novita` proposte.
Oltretutto, tra i titoli piu` venduti del momento pare ci siano buone proposte: nei primi cinquanta di una di queste classifiche ho trovato solo un libro che non leggerei nemmeno sotto tortura.
Ma volendo fare scelte che non seguano obbligatoriamente il mercato, uno sforzo in piu` è necessario; ecco allora che vi propongo alcune tracce di lettura, con l’idea che la lettura di un libro pur piacevole, è , lo si voglia o no, specchio della realtà che stiamo vivendo.
Iniziamo dunque da uno dei temi piu` difficili del momento, l’immigrazione. La stagione di riflessione sulla condizione di immigrato fu aperta da Pap Khouma nel 1990 con il suo Io, venditore di elefanti, ( esiste una edizione del 2006 di Baldini Castaldi Dalai ), mentre oggi possiamo trovare la storia di Jean-Paul Pougala, In fuga dalle tenebre, Einaudi.
Sempre con un punto di vista inconsueto per noi, potrebbe essere interessante leggere Vite di Scarto di Zygmunt Bauman, (Laterza) sociologo attento alle questioni etiche, o il recente Un mondo senza poverta` di Muhammad Yunus ( Feltrinelli) , il banchiere dei poveri, premio Nobel fondatore della Grameen Bank e istitutore del microcredito.
Altro percorso ( è il caso di dirlo ) è quello che ruota intorno al nostrano Enrico Brizzi, non solo autore tra i piu` famosi, ma anche trekker ed esploratore delle vecchie strade che i pellegrini percorrevano secoli fa. In questi giorni sta percorrendo a piedi la via che da Roma portava a Gerusalemme. Si possono seguire i suoi progressi sul sito http://www.romajerusalem.splinder.com . E delle sue esperienze escursionistiche troviamo traccia non solo in “Nessuno lo sapra`” resoconto di un altro “pellegrinaggio” tutto italiano stavolta, ma anche ne “Il pellegrino dalle braccia d’inchiostro”, entrambi editi da Mondatori.

mercoledì 18 giugno 2008

Libri per l'estate: quali suggerimenti dare?

Dico sempre che non è mica obbligatorio mettere via il cervello in estate e cadere nel calderone dei volumi fatui di gialli stereotipati all'americana ( letti un paio, diventano prevedibili pur con mitragliate di colpi di scena). D'altra parte, non è che in vacanza sia necessario portarsi tutti i tomi della Storia della Filosofia di G.Reale ( per un totale di più di quattromila pagine ).
Vorrei chiedere dunque al mio pugno di lettori ( tra i quali so esserci molti lettori "forti") quali sono i libri che porterete o vorreste portare con voi nelle prossime vacanze e che secondo voi permettono di godere della lettura e nello stesso tempo ci permettano di crescere un po' in consapevolezza.
Magari poi facciamo una classifica.

martedì 28 agosto 2007

L'altra vacanza


Faccio mia la cartolina dalle vacanze di Alessandro Zaccuri fatta sul Corriere della Sera di sabato 25 agosto. Le location sono differenti e forse un po’ più di basso profilo ( Varazze al posto di Rimini e Piazzatorre, val Brembana anziché le Dolomiti di Pinzolo ). Ma lo spirito è lo stesso: vivere il periodo di vacanze non per raggiungere mete più o meno esotiche, ma per godere del tempo trascorso insieme e dei momenti vuoti ma necessari a riacquistare le energie che i ritmi del resto dell’anno ci prosciugano. E poi in montagna , dice Zaccuri , “hai la sensazione che più sali e più i tuoi bisogni diventano essenziali, alla fine quando arrivi in un rifugio il piacere che ti dà una tazza di tè caldo è impagabile”
Appunti
Commento sul mio taccuino ( cartaceo e in web) gli argomenti che di volta in volta mi sembrano più interessanti, con un obiettivo semplice: cercare di migliorare e rendere più chiara la mia visione del mondo. E se questo può aiutare anche voi, ne sono felice.