Visualizzazione post con etichetta James Gleick. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta James Gleick. Mostra tutti i post

lunedì 2 aprile 2012

The Information: una breve riflessione

Non sono veloce quanto vorrei nella lettura.
Altre cose di maggiore urgenza prendono il sopravvento.
Cosi` ho appena superato la meta` del voluminoso libro di J.Gleick The Information, acquistato nel luglio scorso.
Sino a poche pagine fa ancora non riuscivo a capire quale fosse il tema nascosto che una narrazione cosi` dettagliata dell’evoluzione del trattamento della informazione nascondesse.
Quale fosse il messaggio, insomma.
Ho provato dunque a fare una prima breve riflessione, che qui vi propongo:

Come razza umana, mediamente non abbiamo poteri telepatici (non escludo a priori che qualcuno li abbia, ma non ho mai letto di prove che abbiano soddisfatto i criteri scientifici). Altrimenti non avremmo dovuto sviluppare così tanti e diversi linguaggi e così articolati.
Essi, i linguaggi, così come le scritture e i vari simbolismi, rappresentano il tentativo di concentrare in simboli esterni a sè quanto elaborato nella propria mente.  Con lo scopo ultimo di comunicare agli altri il proprio pensiero.
CI si deve mettere d’accordo sul significato da dare ai simboli, tuttavia.
Il processo prevede che usando concetti universalmente accettati  ( una tacca per indicare l’uno, due tacche per il due, una mano aperta per il cinque -da cui il V romano - e cosi` via)  si iniziano a codificare concetti che fanno da base per comunicazioni via via piu` complesse e ricche.
Questo meccanismo richiede quindi che per una comunicazione sempre piu` complessa ci si attrezzi di competenze ed esperienze sempre piu` complete.
La storia della comunicazione ( dell’informazione) e` la storia di una ininterrotta codifica.

Spero di riuscire a proseguire con la lettura e cogliere altri aspetti della gestione della informazione e della sua comunicazione.

martedì 26 luglio 2011

Le leggi della comunicazione nella scrittura

Vivo tra l'interesse per la scienza e la tecnologia, che saltuariamente incontro nelle mie esperienze professionali, e la passione per la scrittura, che si esprime anche  con questo blog, ma soprattutto con i lavori che spesso vi propongo.
Sovrastato da una  ingenua presunzione di riuscire a legare i due mondi, ma anche con la consapevolezza di essere come un alieno naufragato  su un pianeta sconosciuto, che per sopravvivere ne deve apprendere le regole fisiche e sociali, mi sono messo a studiare i meccanismi comunicativi della scrittura, cercandone i fondamenti nei testi . Niente che gli esperti di letteratura, scienze cognitive, comunicazione non abbiano già estrapolato. Tuttavia mi diverte fare questo esercizio di mappatura dei paradigmi della comunicazione sui temi e modi della letteratura, specie quella con la 'l' minuscola, quella locale o professionale con la quale ho più spesso a che fare.
I  testi di riferimento sono:
  • Pragmatica della comunicazione umana ( i primi capitoli) di P. Watzlawick, J. H. Beavin, D. D. Jackson; 
  • A mathematical Theory of Communication, C.E. Shannon;
  • conto inoltre  di recuperare informazioni utili dal recente The Information, di J. Gleick, che credo occupera` gran parte del tempo dedicato alla lettura nelle prossime vacanze. 
 




    Man mano che trovero` altri testi li aggiungero`.  Si accettano suggerimenti, insieme forse potremmo riuscire ad evidenziare nella pratica della scrittura, nella letteratura, quegli aspetti, quelle leggi che caratterizzano la comunicazione tout court.
    Appunti
    Commento sul mio taccuino ( cartaceo e in web) gli argomenti che di volta in volta mi sembrano più interessanti, con un obiettivo semplice: cercare di migliorare e rendere più chiara la mia visione del mondo. E se questo può aiutare anche voi, ne sono felice.