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martedì 6 novembre 2012

Consapevolezza: se hai uno strumento, usalo!

Ho recentemente collaborato alla realizzazione della Intranet della divisione dove lavoro, composta da un migliaio di persone distribuite in tre siti principali nel mondo e altri siti minori.
Lo scopo di questa intranet e` quello di scambiare informazioni tecniche e stimolare discussioni di carattere generale sulla vita in azienda, sulle possibilita` di migliorare le modalita` e i flussi di lavoro, di tutto quanto possa essere utile per lavorare in un ambiente confortevole e smart.
Purtroppo, a distanza di quasi un mese dall'apertura, i contributi si possono contare sulle dita di una mano.
Colpa di una campagna pubblicitaria scarsa, di uno scarso coinvolgimento del management, della poverta` dell'interfaccia ( ma non deve essere Facebook, dopo tutto e` una intranet aziendale) ? Forse colpa di tutto questo, ma a mio parere quello che manca e` una consapevolezza. Manca nei miei colleghi il rendersi conto che hanno a disposizione uno strumento  potente di discussione e di valorizzazione, manca nei managers la consapevolezza di avere un canale di comunicazione privilegiato per rinsaldare un legame di fiducia con i collaboratori.


Capita spesso che mia figlia, dotata di IPad fornito dalla sua scuola a ( presunto) supporto didattico, chieda a me come e dove reperire informazioni su un determinato argomento ( quando non chiede direttamente a me o a Gabriella o a suo fratello, prendendoci per la classica enciclopedia ambulante) . In due anni di superiori ancora non ha capito come usare Google, Bing, Yahoo  o Wikipedia per reperire informazioni di base. Non che non ne sia capace, semplicemente non ci pensa.
Non sono certo il solo che afferma che il rischio che  le nuove generazioni corrono e` lo stesso che correvamo noi con la TV: essere fruitori acritici di contenuti e temi che altri decidono per te.
Oggi la cosa e` un po' piu` complessa, i contenuti passano attraverso piu` canali, c'e` la possibilita` di una maggiore interattivita` , ma mi pare che il "mi piace" ( o il tagging di qualsiasi tipo) di oggi sia come  il televisore a 99 canali ( perche` 99? per risparmiare sui led in piu` che il numero 100 a tre cifre richiedeva) di qualche decennio fa: ti dava l'illusione di una liberta` che era in realta` la liberta` di scegliere la padella dove venir cucinato a fuoco lento.

Quello di cui abbiamo bisogno tutti, non solo i giovani, e`  di comprendere le potenzialita` che la rete ci offre.
( Mi fa male vedere adulti che sui social network svelano una immaturita` che non avresti immaginato, postando inutili e ripetitivi contenuti, quando non offensivi, quasi che la rete tolga le inibizioni sociali e riveli il vero carattere di una persona - voglio sperare che non sia davvero cosi`)

Credo che chi abbia questa consapevolezza debba fare uno sforzo per diffonderla e promuoverla, attraverso comportamenti e stimoli adeguati,  e  alla fine mi piacerebbe poter fare mia una affermazione fatta nel corso di una discussione ( su un social network )  da Claudio Gargantini, che se mi permette, pubblico qui:

Ecco perche` dico benedetto internet che ha dato dignita` comunicativa ad ogni persona, 

perche` ha liberato la comunicazione e l'ha concessa liberamente a tutti.


lunedì 31 agosto 2009

Le difficolta` dell’innovazione

Da piccola ruota del carro, dipendente senza responsabilita` di gruppo, senza budget, senza potere, le difficolta` di proporre innovazione sembrano insormontabili.
Han voglia a dire i guru del tema che l’innovazione viene dal basso.
Proporre ai propri responsabili di rischiare su nuove tecniche o soluzioni, abbandonando la solida struttura esistente per arrischiarsi in strade completamente ( o parzialmente ) nuove, non sempre trova riscontro positivo.
Possono però esserci innovazioni che non sembrano radicali sino al momento in cui ci si rende conto che hanno stravolto completamente le modalità di operare su quel determinato tema.
Ne è un esempio l’approccio wiki. Nato per condividere conoscenza, entrato nelle aziende tramite i suoi flavour più comuni ( TWiki su tutti, nel nostro caso – ora c’è Foswiki che ne sta prendendo l’eredita`, andate a investigare perche` ), si sta dimostrando, e lo sto provando sulla mia pelle, uno dei più versatili strumenti per la condivisione dei contenuti, la comunicazione e il supporto allo sviluppo, specialmente quando non si ha a disposizione uno strumento organico che gestisca il tutto ( ad esempio un product lifecycle management ).
Questo approccio si sta avviando a soppiantare soluzioni ben più strutturate, forse grazie alla velocita` di sviluppo e alla sua versatilità.
Diventeremo tutti (t)wiki oriented ?
Appunti
Commento sul mio taccuino ( cartaceo e in web) gli argomenti che di volta in volta mi sembrano più interessanti, con un obiettivo semplice: cercare di migliorare e rendere più chiara la mia visione del mondo. E se questo può aiutare anche voi, ne sono felice.