Ho sulla scrivania più libri di quanti ne riesca a leggere, sulla bacheca di Facebook o su Linkedin appaiono più articoli di quanti ne possa consultare, tra i temi che tratto al lavoro ce ne sono parecchi che vorrei approfondire e non riesco, seguo meno i ragazzi nello studio rispetto a quanto dovrei e leggo solo pochi articoli di giornale, sfoglio soltanto i magazine, anche quelli importanti, e ascolto distrattamente i notiziari, approfondendo solo raramente qualche notizia.
Intanto ho un romanzo da concludere (che poi riesca a pubblicarlo, è un'altra faccenda), un paio di articoli che mi piacerebbe scrivere, un blog da tenere attivo, così come il notiziario della intranet aziendale.
Tutto questo in mezzo alle vicende familiari, agli affari personali, ai sogni di nuove e migliori sistemazioni, al tentativo di alimentare la rete di conoscenze e di dare un contributo alla comunità dove vivo.
Se questo non è information overload....
La cultura è quella parola che inizia guardando l'uomo
e si completa guardando il mondo
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venerdì 24 gennaio 2014
martedì 6 novembre 2012
Consapevolezza: se hai uno strumento, usalo!
Ho recentemente collaborato alla realizzazione della Intranet della divisione dove lavoro, composta da un migliaio di persone distribuite in tre siti principali nel mondo e altri siti minori.
Lo scopo di questa intranet e` quello di scambiare informazioni tecniche e stimolare discussioni di carattere generale sulla vita in azienda, sulle possibilita` di migliorare le modalita` e i flussi di lavoro, di tutto quanto possa essere utile per lavorare in un ambiente confortevole e smart.
Purtroppo, a distanza di quasi un mese dall'apertura, i contributi si possono contare sulle dita di una mano.
Colpa di una campagna pubblicitaria scarsa, di uno scarso coinvolgimento del management, della poverta` dell'interfaccia ( ma non deve essere Facebook, dopo tutto e` una intranet aziendale) ? Forse colpa di tutto questo, ma a mio parere quello che manca e` una consapevolezza. Manca nei miei colleghi il rendersi conto che hanno a disposizione uno strumento potente di discussione e di valorizzazione, manca nei managers la consapevolezza di avere un canale di comunicazione privilegiato per rinsaldare un legame di fiducia con i collaboratori.
Capita spesso che mia figlia, dotata di IPad fornito dalla sua scuola a ( presunto) supporto didattico, chieda a me come e dove reperire informazioni su un determinato argomento ( quando non chiede direttamente a me o a Gabriella o a suo fratello, prendendoci per la classica enciclopedia ambulante) . In due anni di superiori ancora non ha capito come usare Google, Bing, Yahoo o Wikipedia per reperire informazioni di base. Non che non ne sia capace, semplicemente non ci pensa.
Non sono certo il solo che afferma che il rischio che le nuove generazioni corrono e` lo stesso che correvamo noi con la TV: essere fruitori acritici di contenuti e temi che altri decidono per te.
Oggi la cosa e` un po' piu` complessa, i contenuti passano attraverso piu` canali, c'e` la possibilita` di una maggiore interattivita` , ma mi pare che il "mi piace" ( o il tagging di qualsiasi tipo) di oggi sia come il televisore a 99 canali ( perche` 99? per risparmiare sui led in piu` che il numero 100 a tre cifre richiedeva) di qualche decennio fa: ti dava l'illusione di una liberta` che era in realta` la liberta` di scegliere la padella dove venir cucinato a fuoco lento.
Quello di cui abbiamo bisogno tutti, non solo i giovani, e` di comprendere le potenzialita` che la rete ci offre.
( Mi fa male vedere adulti che sui social network svelano una immaturita` che non avresti immaginato, postando inutili e ripetitivi contenuti, quando non offensivi, quasi che la rete tolga le inibizioni sociali e riveli il vero carattere di una persona - voglio sperare che non sia davvero cosi`)
Credo che chi abbia questa consapevolezza debba fare uno sforzo per diffonderla e promuoverla, attraverso comportamenti e stimoli adeguati, e alla fine mi piacerebbe poter fare mia una affermazione fatta nel corso di una discussione ( su un social network ) da Claudio Gargantini, che se mi permette, pubblico qui:
Ecco perche` dico benedetto internet che ha dato dignita` comunicativa ad ogni persona,
perche` ha liberato la comunicazione e l'ha concessa liberamente a tutti.
Lo scopo di questa intranet e` quello di scambiare informazioni tecniche e stimolare discussioni di carattere generale sulla vita in azienda, sulle possibilita` di migliorare le modalita` e i flussi di lavoro, di tutto quanto possa essere utile per lavorare in un ambiente confortevole e smart.
Purtroppo, a distanza di quasi un mese dall'apertura, i contributi si possono contare sulle dita di una mano.
Colpa di una campagna pubblicitaria scarsa, di uno scarso coinvolgimento del management, della poverta` dell'interfaccia ( ma non deve essere Facebook, dopo tutto e` una intranet aziendale) ? Forse colpa di tutto questo, ma a mio parere quello che manca e` una consapevolezza. Manca nei miei colleghi il rendersi conto che hanno a disposizione uno strumento potente di discussione e di valorizzazione, manca nei managers la consapevolezza di avere un canale di comunicazione privilegiato per rinsaldare un legame di fiducia con i collaboratori.
Capita spesso che mia figlia, dotata di IPad fornito dalla sua scuola a ( presunto) supporto didattico, chieda a me come e dove reperire informazioni su un determinato argomento ( quando non chiede direttamente a me o a Gabriella o a suo fratello, prendendoci per la classica enciclopedia ambulante) . In due anni di superiori ancora non ha capito come usare Google, Bing, Yahoo o Wikipedia per reperire informazioni di base. Non che non ne sia capace, semplicemente non ci pensa.
Non sono certo il solo che afferma che il rischio che le nuove generazioni corrono e` lo stesso che correvamo noi con la TV: essere fruitori acritici di contenuti e temi che altri decidono per te.
Oggi la cosa e` un po' piu` complessa, i contenuti passano attraverso piu` canali, c'e` la possibilita` di una maggiore interattivita` , ma mi pare che il "mi piace" ( o il tagging di qualsiasi tipo) di oggi sia come il televisore a 99 canali ( perche` 99? per risparmiare sui led in piu` che il numero 100 a tre cifre richiedeva) di qualche decennio fa: ti dava l'illusione di una liberta` che era in realta` la liberta` di scegliere la padella dove venir cucinato a fuoco lento.
Quello di cui abbiamo bisogno tutti, non solo i giovani, e` di comprendere le potenzialita` che la rete ci offre.
( Mi fa male vedere adulti che sui social network svelano una immaturita` che non avresti immaginato, postando inutili e ripetitivi contenuti, quando non offensivi, quasi che la rete tolga le inibizioni sociali e riveli il vero carattere di una persona - voglio sperare che non sia davvero cosi`)
Credo che chi abbia questa consapevolezza debba fare uno sforzo per diffonderla e promuoverla, attraverso comportamenti e stimoli adeguati, e alla fine mi piacerebbe poter fare mia una affermazione fatta nel corso di una discussione ( su un social network ) da Claudio Gargantini, che se mi permette, pubblico qui:
Ecco perche` dico benedetto internet che ha dato dignita` comunicativa ad ogni persona,
perche` ha liberato la comunicazione e l'ha concessa liberamente a tutti.
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Appunti
Commento sul mio taccuino ( cartaceo e in web) gli argomenti che di volta in volta mi sembrano più interessanti, con un obiettivo semplice: cercare di migliorare e rendere più chiara la mia visione del mondo. E se questo può aiutare anche voi, ne sono felice.
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