giovedì 14 giugno 2012

Narrare chi fa l'impresa

In questi tempi di crisi, si parla tanto di innovazione, di creatività, di opportunità da creare specie per le generazioni che si affacciano ora nel mondo del lavoro, ma se da un lato questo è il leit-motiv di una certa cultura dell'impresa, chiamiamola Lavoro 2.0, dall'altra si  assiste ad un tirare i remi in barca che lascia in balia delle onde della crisi migliaia di lavoratori anche qualificati.
Certo è difficile avere punti di riferimento, in Italia. Molti imprenditori che ottengono un qualche successo difficilmente ricevono attenzione al di là della cerchia più specialistica nel Web e nella carta stampata.
E anche quando se ne parla, si tratta sempre di reportage che ne illustrano caratteristiche e successi, difficoltà e diffusione. Raro che si generi, per le donne e gli uomini che oggi "fanno l'impresa" quella letteratura emozionale che avvicina al personaggio e ci permette di identificarci in esso, nel bene o nel male. Difficile insomma che ci sia in Italia chi si cimenta nell'avventura cinematografica di narrare le vicende di uno Zuckemberg nostrano  ( che potrebbe essere Renzo Rosso, o Polegato, o un qualsiasi imprenditore che ha portato il marchio Made in Italy nel mondo).
Fare sì che una bella storia di imprenditoria, o di innovazione, diventi narrazione e susciti emozioni, così come tanto successo hanno le biografie di personaggi famosi, non sempre capolavori, ma in grado di evocare ricordi ed emozioni, potrebbe non  essere solo una furba operazione di marketing.
Può essere che la narrazione susciti  senso di emulazione,  empatia,
Può essere che serva, a qualcuno, per riprendere slancio.
Ci provo anch'io, a narrare.

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Commento sul mio taccuino ( cartaceo e in web) gli argomenti che di volta in volta mi sembrano più interessanti, con un obiettivo semplice: cercare di migliorare e rendere più chiara la mia visione del mondo. E se questo può aiutare anche voi, ne sono felice.