lunedì 28 gennaio 2008

Il valore della comunitá

Festa della famiglia. Centinaia di persone, intorno ai ragazzi dell’oratorio, si riuniscono per una celebrazione molto informale della bellezza di avere una famiglia.
Sto un po’ ai margini, giocare a tombola non mi entusiasma, poi sono arrivato tardi: preferisco stare a guardare, e chiacchierare con chi mi è intorno.
Tanta gente in teatro, per lo spettacolo dei ragazzi abbinato alla tombolata. Lo stesso sta accadendo nelle altre parrocchie. E negli altri paesi del milanese.
Gente che si incontra, magari dopo parecchio tempo. Ci si scambia un saluto, per dire “siamo qui ancora”; si riallacciano legami magari un po’ sfilacciati, perché in fondo, con tutte le differenze , di abitudini, di sensibilità, ci si sente parte di una comunità.
È il valore della comunità reale, concreta, che all’occorrenza sa contrapporre la propria voce ai cosiddetti poteri forti.
Da tempo si esalta il ruolo delle comunità virtuali che l’avvento di internet e delle nuove tecnologie ha permesso, semplificando lo scambio di idee e informazioni ad una velocità che prima pareva impensabile. Mail, SMS, blog hanno permesso di creare in pochissimo tempo movimenti d’opinione che stanno assumendo un ruolo fondamentale nelle dinamiche economiche e sociali del mondo intero.
Di tutto questo però, la comunità reale ne è la base e il complemento necessario ove attingere quello spirito di partecipazione che altrimenti risulterebbe asettico, astratto.
La forza di continuare ad andare controcorrente arriva soprattutto dallo scambio umano, dal comunicare con la voce umana, dalla stretta di mano e dall’abbraccio, dal riappropriarsi dello spazio dell’incontro e del confronto.

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