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martedì 2 novembre 2021

L’idea di innovazione non passa (sempre) dalla tecnologia


Controcorrente 

L’idea di innovazione non passa (sempre) dalla tecnologia


E' pensiero comune che l’innovazione debba passare sempre da un avanzamento tecnologico, da una incremento della complessità del sistema, o dalla definizione di nuovi mercati o utilizzatori. Certamente questi fattori sono scatenanti per molte innovazioni, ma non sempre sono necessari alla riuscita di un percorso innovativo.

Un’idea, anche brillante, non può trasformarsi in innovazione se si limita a esplorare oltre i limiti determinati dai prodotti, servizi, soluzioni attuali, senza aver bene presente le implicazioni sociali, oltre che di mercato, che questa nuova idea porta con sé.

Al netto delle competenze tecniche e organizzative, è proprio la visione del mondo e l’identificazione delle possibili strade che un’innovazione può percorrere a determinarne o meno il successo.

Esemplare in questo senso è la storia di VAIA, una startup nata dal dramma dell’ottobre 2018 , quando una tempesta di proporzioni catastrofiche, con venti sino a 200 km/h distrusse decine di migliaia di ettari di foresta. 

L’intuizione dei fondatori fu quella di  creare:

  • un prodotto utile, una cassa amplificatore passiva, dai suoni caldi ottenuti dal legno di abete rosso. 

  • un oggetto di design, un cubo che esalta la naturalità del legno

  • un simbolo di rinascita, dato che associato all’acquisto c’è la piantumazione di un nuovo albero.

L’apporto tecnologico è sul processo, sul marketing, mentre le competenze artigianali e di design realizzano un prodotto originale e facilmente identificabile.

I creatori del progetto VAIA hanno saputo trovare un punto di convergenza tra impatto sociale, presenza nel marketing, sostenibilità e inventiva: la ricetta perfetta dell’innovazione.






lunedì 19 ottobre 2020

Il profilo delle foglie


 Sviluppare una narrazione è un po' come seguire il profilo delle foglie.

Nei giorni di autunno, coltivando l'ambizione di una uscita di scena spettacolare, gli alberi esibiscono la loro veste più intensa.  Così gli umani, per conservare il ricordo dei colori e dei disegni frattali delle chiome, accentuano l'attenzione verso  quei coinquilini silenziosi.



Dunque ci si rende conto che vi sono foglie semplici, dal  disegno regolare, in forma di mandorla, di lancia o di cuore. Percorrere il suo profilo è semplice, come una narrazione che si dipana senza colpi di scena o flashback. Possono esserci dentellature che ne vivacizzano l'aspetto. Sempre sono sostenute da una buona nervatura. 






Si trovano poi foglie dal profilo articolato, lobate, digitate, palmatosetta. Seguirne i contorni è impegnativo, ma  la bellezza di queste foglie è evidente. come in storie la cui trama  è complicata, piena di rimandi, di flashback, anticipazioni, cambi di percorso, e proprio per questo appassionanti.

Esiste dunque il grande albero della narrativa che ospita queste foglie, e trovi tra i suoi rami le trame che raccontano la grande storia dell'umanità. 

Poi le foglie cadono, arriva il vento e le scompiglia tutte.



mercoledì 9 agosto 2017

Ogni cosa è collegata


Prendo in prestito, parafrasandolo, il titolo di quel libro di Jonathan Safran Foer  ("Ogni cosa è illuminata") che giace  ancora sul mio comodino, surclassato da altri che mi hanno con più forza attirato.
A prescindere dalla mia scaletta di lettura, anche questo libro affronta il tema delle relazioni. Il protagonista, "l'eroe", cerca in Ukraina le radici della propria famiglia, e così facendo condivide la sua esperienza di ricerca con rocamboleschi personaggi che dovrebbero fargli da guida. Un intreccio di relazioni del passato che suscitano il mettersi in gioco di oggi , e le relazioni che ne derivano.
( Digressione: anche in "Cloud Atlas, Atlante delle Nuvole, di David Mitchell per certi versi, si tratta il tema citato dal titolo di questo post )
In effetti trovo il tema della relazione in ogni documento in cui mi imbatto. Di Rovelli e della descrizione della realtà fisica dello spazio-tempo come conseguenza di quanti di energia che sono in relazione tra loro  ho già parlato qui.
Ma anche l'ultimo libro letto, La saggezza degli alberi, di Peter Wohlleben, contiene una importante rivelazione per chi come me, pur amandoli e in grado di riconoscerne qualche specie, è sostanzialmente analfabeta in fatto di biologie e etologia degli alberi.
Essi comunicano con un linguaggio articolato e complesso, fatto di molecole  odorose come reazione ad aggressioni, che vengono avvertite dai cospecifici sottovento, radici intrecciate che scambiano sostanze. cambiamenti nella chioma in risposta a eventi atmosferici. Di queste informazioni traggono vantaggio non solo i cospecifici, ma anche altre essenze vegetali e molti degli organismi animali che vivono , letteralmente , all'ombra degli alberi. Pure gli uomini, quelli esperti, che conoscono il linguaggio degli alberi, traggono informazioni utili, ad esempio alla manutenzione del bosco.

L'informazione si trasmette da una specie all'altra e ogni essere deve mettere in relazione quell'informazione con le sue necessità e con la conoscenza pregressa.

La conoscenza stessa è relazione. Ogni elemento  informativo viene messo in relazione con gli altri affinchè si possano sviluppare considerazioni  di buon senso, osservazioni della realtà o leggi fisiche.

Le idee stesse nascono dalle interazioni. Non sono pensieri della nostra mente che indipendentemente da tutto o a fronte di profonde riflessioni, si manifestano improvvisamente facendoci esclamare "Eureka!" come il buon Archimede.
Come afferma  Steven Johnson nel suo  Dove nascono le grandi idee, "la fortuna arride alla mente interconnessa".
Nella storia dell'umanità le grandi scoperte e invenzioni sono frutto di un laborioso  rimescolamento di conoscenze, di collaborazione tra individui, enti, organizzazioni, a volte voluta, più spesso inconsapevole. di scambi di informazioni.
Dettagli prodotto

Nella sua esposizione, l'autore esamina l'evoluzione delle idee vincenti  in base ad alcuni concetti, tra cui:
  • l'adiacente possibile, ovvero i limiti di ogni processo evolutivo, per cui non puoi passare direttamente da un organismo unicellulare ad un elefante, così come non puoi inventare la ruota e il giorno dopo essere in grado di progettare una Ferrari. In  questa ottica un  pensiero nuovo poggia su basi consolidate, raramente può fare "salti";
  • la rete liquida, un ambiente in cui siano possibili molte interazioni favorisce la nascita di idee, come il brodo primordiale ha favorito la nascita degli aminoacidi della vita;
  • exattazione,  una caratteristica nata  per un determinato scopo viene utilizzata per un'altra funzionalità ( le penne, nate nei rettili per mantenere il calore corporeo, diventano  strumenti per il volo, il torchio usato per la spremitura dell'uva diventa strumento indispensabile per la stampa);
Computer e rete, inoltre, (essi stessi frutto di grandi idee nate da interazioni di menti, concetti, situazioni, oggetti) hanno in questi tempi recenti dato la possibilità di moltiplicare la capacità umana di ideare nuovi scenari, immaginare nuove invenzioni, fare nuove scoperte.  A patto di tenere la mente bene aperta.

Tenendo conto di tutto questo, aumentare la consapevolezza che  ogni cosa è collegata, che il pensiero si  poggia sulle "spalle  dei giganti" di ieri, ma anche sugli uomini di oggi  amplia e migliora la considerazione che si ha  del mondo.                    




venerdì 11 ottobre 2013

Albero e foglia

Viviamo universi distinti.
Racchiusi nel nostro ambiente artificiale, citta`, appartamenti, uffici,  siamo scarsamente consapevoli del mondo primigenio che abbiamo spodestato. L'attenzione si concentra  sui ritmi del lavoro della scuola con le ore scandite da notiziari programmi TV appuntamenti su Facebook, notifiche di messaggi, palestra cene riunioni incontri.
 E` per lo piu` una natura addomesticata a fare da cornice al nostro vivere veloce.
Solo di tanto in tanto ci accorgiamo di quello che abbiamo relegato nei parchi, nei giardini, nelle pieghe delle nostre vacanze..
Come affacciati  ad un universo sino ad allora sconosciuto,  i turbinii della mente cessano, l'attenzione si mette a fuoco, l'immagine entra nella testa.
Un airone in un prato brinato nell'attesa di involarsi, la mutazione di colore delle foglie nello scorrere dei giorni, il fluire rapido dell'acqua in un fosso, l'accavallarsi confuso di nuvole rosa e grigio al chiudersi del giorno, e tra esse, come un fantasma, il pallido fantasma della luna, l'apparente complessita` del disporsi delle foglie di una pianta.
Di queste immagini dobbiamo riappropriarci.
Di questa Natura viviamo.


lunedì 19 luglio 2010

Alberi


La terra si mette un cappotto verde di alberi, arbusti, erba
per proteggersi dal freddo del cosmo.

Ogni volta che abbattiamo un albero,
rischiamo di denudarla per sempre.

Appunti
Commento sul mio taccuino ( cartaceo e in web) gli argomenti che di volta in volta mi sembrano più interessanti, con un obiettivo semplice: cercare di migliorare e rendere più chiara la mia visione del mondo. E se questo può aiutare anche voi, ne sono felice.