lunedì 18 febbraio 2008

Sostenere la vita

Non voglio entrare nella polemica di queste settimane sorta intorno alla 194 e alla sua applicazione, non ne ho nè le competenze, nè la lucidità per una riflessione non schierata.
Vorrei però sottolineare due aspetti:
  • la vita è una esperienza personale, ma anche pubblica, perchè coinvolge, a diversi livelli, tutta la comunità dei viventi , vuoi per legami di parentela, vuoi per l'impatto sociale che ogni vita ha . Decisioni su di essa non possono dunque essere prese unilateralmente ( vale per aborto come per eutanasia );
  • chi tanto perora il diritto alla vita, ( laici, ma anche religiosi, vescovi e cardinali ) dovrebbe arrivare a rendersi concretamente disponibile all'accoglienza, mettendosi a disposizione per l'adozione di bambini salvati dall'aborto. Dopo tante parole , sarebbe veramente un bel segno.

giovedì 7 febbraio 2008

nuovo look

ho modificato il look & feel del mio blog. Mi ero accorto che la barra laterale non era leggibile.
Ora va meglio?

martedì 5 febbraio 2008

Alla ricerca della felicità

"Quando si concentra l'attenzione solo sulla crescita della produzione di beni scarsi, si perde di vista il fatto che, una volta raggiunto un certo tenore di vita, al soddisfazione che si può ottenere con una ulteriore crescita del reddito è sempre minore. E secondo un filone di ricerca relativamente nuovo - l'economia della felicità, appunto - la crescita del reddito non è correlata positivamente con la crescita della felicità. In molti casi la correlazione è addirittura negativa."
( Luca De Biase, Economia della felicità, Feltrinelli ) (http://blog.debiase.com)

Mi perdonerà l'autore se cito la sua opera, ma se esiste una critica valida al capitalismo ( oggi chiamata strategicamente economia di mercato) che non ricalchi posizioni idelogiche e strumentali, credo sia proprio questa.
Ne ho già parlato, ma mi pare importante ribadire il concetto, è uno di quelli esplosivi.
Penso dovreste leggerlo.

Alba (sabato mattino)

La terra fumosa è destata
dalla luce radente
spezzata
dal groviglio dei filari.
Immobile airone
proietta
la sua ombra sul gelo.
Un battito d'ali
è già il giorno.


giovedì 31 gennaio 2008

Il curioso in libreria - Febbraio 2008

rubrica di libri et al.


La felicità non costa nulla ( a parte il prezzo di copertina).

Un seria e motivata critica al consumismo è in atto ormai da parecchi anni.
Essendo espressione del sistema capitalistico, nato dalla traformazione della società dopo la rivoluzione industriale, questa critica ha spesso avuto connotati fortemente politici ( il comunismo e il socialismo come argine al capitalismo, o viceversa ).
In un secondo momento movimenti meno politici, ma non meno schierati, più interessati peró alla giustizia sociale, specie nelle aree di quello che allora veniva chiamato Terzo Mondo, offrono oltre alla critica una proposta di “rivoluzione dal basso” cercando con i pochi mezzi a loro disposizione di contrastare i giganti economici, favorendo uno scambio economico improntato sull’equità e sulla solidarietà.
Fin qui, oggi, le analisi del sistema capitalistico, frettolosamente liquidate come ideologiche ( ok, anch’io semplifico molto, ma è per ragioni di spazio e per arrivare al nocciolo del mio ragionamento ).
Arriva però la Rete , e con essa una serie di potenti strumenti di comunicazione: mail , forum di discussione, blog ovvero diari in linea, spesso simpaticamente inutili, ma molte volte concentratori di attenzione su temi importanti ( uno per tutti, il discusso blog di Beppe Grillo - www.beppegrillo.it ).
E la Rete porta con sé una motivata e spietata critica al sistema del consumo così come architettato dai grandi gruppi economici mondiali. E il libro “Economia della felicità. Dalla blogosfera al valore del dono e oltre”, ed.Feltrinelli, dà conto di questa nuova stagione.
Nel suo interessante volume Luca De Biase, giornalista e blogger ( http://blog.debiase.com ) , curatore dell’inserto settimanale “Nova” del Sole24Ore, parte da una considerazione che banalmente riassumerei nel motto: “i soldi non danno la felicità”.
L’errore di fondo degli economisti è quello di pensare che la gente voglia soddisfare i suoi bisogni aumentando il possesso di beni quando in realtà vuole semplicemente essere felice.
Su questo inganno si basa la spirale economica che rincorre l’accumulo indiscriminato del prodotto interno lordo, e l’intero sistema, complici anche i media, si è fino ad ora adeguato a proporre questo come modello vincente.
Ma le nuove tecnologie liberano forze in grado di opporsi: forum di discussione che smantellano prodotti falsamente pubblicizzati, blog che catalizzano l’attenzione su temi sordidamente taciuti dai media tradizionali, teorizzazione dello scambio gratuito di contenuti, ritorno alla centralità delle relazioni tra le persone, basate sui principi della gratuità e della partecipazione.
Di questo nuovo rinascimento l’autore, con questo libro e con il suo blog, si fa alfiere.
C’è di che riflettere.

martedì 29 gennaio 2008

Persona e città

Mercoledì 30 Gennaio alle ore 19.00 Persona e Città presenta
"La contessina",
un film ambientato a Cernusco.
Saranno ospiti: Gian Piero Rossi (Regista), Elisabetta Ferrario (Scenografa ed ideatrice), Carlo Tarenzi ( Compositore musicale), Vittorino Cazzulani (Produttore ed ideatore), Lucia Razzini (Contessina Valentina Visconti di Saliceto) e Enrico Gilardoni (padre di Valentina).
Conducono Andrea Frabetti e Loris Navoni.
L'appuntamento è sui 93.9 FM o su rcs939.it in streaming.

Questa puntata tratterà due temi importanti per la nostra città: la copertura degli strumenti di comunicazione e informazione, che con questo esperimento è pressochè totale, e la ricerca storica locale e la sua diffusione per contribuire a ri-creare un'anima cernuschese, persa negli ultimi decenni di incremento "esogeno" della popolazione.

lunedì 28 gennaio 2008

Il valore della comunitá

Festa della famiglia. Centinaia di persone, intorno ai ragazzi dell’oratorio, si riuniscono per una celebrazione molto informale della bellezza di avere una famiglia.
Sto un po’ ai margini, giocare a tombola non mi entusiasma, poi sono arrivato tardi: preferisco stare a guardare, e chiacchierare con chi mi è intorno.
Tanta gente in teatro, per lo spettacolo dei ragazzi abbinato alla tombolata. Lo stesso sta accadendo nelle altre parrocchie. E negli altri paesi del milanese.
Gente che si incontra, magari dopo parecchio tempo. Ci si scambia un saluto, per dire “siamo qui ancora”; si riallacciano legami magari un po’ sfilacciati, perché in fondo, con tutte le differenze , di abitudini, di sensibilità, ci si sente parte di una comunità.
È il valore della comunità reale, concreta, che all’occorrenza sa contrapporre la propria voce ai cosiddetti poteri forti.
Da tempo si esalta il ruolo delle comunità virtuali che l’avvento di internet e delle nuove tecnologie ha permesso, semplificando lo scambio di idee e informazioni ad una velocità che prima pareva impensabile. Mail, SMS, blog hanno permesso di creare in pochissimo tempo movimenti d’opinione che stanno assumendo un ruolo fondamentale nelle dinamiche economiche e sociali del mondo intero.
Di tutto questo però, la comunità reale ne è la base e il complemento necessario ove attingere quello spirito di partecipazione che altrimenti risulterebbe asettico, astratto.
La forza di continuare ad andare controcorrente arriva soprattutto dallo scambio umano, dal comunicare con la voce umana, dalla stretta di mano e dall’abbraccio, dal riappropriarsi dello spazio dell’incontro e del confronto.
Appunti
Commento sul mio taccuino ( cartaceo e in web) gli argomenti che di volta in volta mi sembrano più interessanti, con un obiettivo semplice: cercare di migliorare e rendere più chiara la mia visione del mondo. E se questo può aiutare anche voi, ne sono felice.