La cultura è quella parola che inizia guardando l'uomo
e si completa guardando il mondo
venerdì 26 marzo 2010
User Interface per la mobilita`
Gia`. Chilometri. Ieri la Moratti ( che non e` in campagna elettorale, ma questo ha tutta l'aria di una volata tirata per un suo amico candidato) ha promesso lo stanziamento di risorse per realizzare trenta Km di piste ciclabili. Anche Cernusco, nel suo piccolo, ne ha realizzato negli scorsi anni 3km e ha in progetto altri 4 km di piste.
Numeri importanti e che certamente vanno nella direzione auspicata di liberare la citta` dal giogo del traffico automobilistico
Ma siamo certi che il progresso nela cultura di una mobilita` sostenibile passi unicamente da un incremento quantitativo o non piuttosto da una maggiore attenzione al rapporto tra fruitore e spazi fruiti, all'ergonomicita` del tracciato, a una sorta di User Interface del territorio?
Se provate a percorrere le piste ciclabili di molte nostre citta` potete rendervi conto di come vengano progettate "a metro lineare" senza tenere conto di chi le usa: angoli retti, punti ciechi, attraversamenti ad incroci senza segnalazione adeguata, strettoie, promiscuita` con i pedoni.
Un maggior grado di indipendenza dall'auto viene dunque anche da una maggiore attenzione alla globalita` dell'esperienza ciclistica ( non ultimo esempio: sistemi di posteggio bici adeguati e ove possibile a prova di furto ) e da una traduzione di questa in progettazione adeguata.
mercoledì 24 marzo 2010
Singolarità spicciola
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Potrebbe sembrare pretenzioso intitolare un post così banale con un concetto così dirompente come la singolarità.
Per chi non lo sapesse una singolarità tecnologica è un punto, previsto nello sviluppo di una civilizzazione, dove il progresso tecnologico accelera oltre la capacità di comprendere e prevedere degli esseri umani moderni ( Ah, se non ci fosse Wikipedia! ).
Effettivamente, nelle nostre case , di intelligenza diffusa se ne vede veramente poca, almeno a prima vista.
Eppure, senza che ce ne rendiamo conto, una tecnologia intelligente ( ovvero creata da uomini che hanno "clonato" parte dei propri processi mentali per risolvere problemi circoscritti ) ci sta poco a poco circondando.
Ci sono sveglie che si sincronizzano via radio con una stazione metrologica che fornisce l'indicazione di ora esatta; robot pulitori in grado di evitare ostacoli e gradini, correttori automatici che suppliscono alle nostre carenze grammaticali.
All'uso di questi dispositivi ci stiamo abituando ( nonostante persistano problemi nell'interazione tra l'uomo e la tecnologia, così come bene descrive Luca Chittaro nel suo blog su Nova24 ), meno alla comprensione profonda dei meccanismi - senza dover necessariamente entrare nei dettagli tecnici - e agli effetti a breve e lungo termine che l'interazione con questi dispositivi porta sulle abitudini e sui costumi.
venerdì 19 marzo 2010
Felice Frigerio pittore
Ci sono persone che lasciano impronte nella la storia che attraversano, anche in quella piccola, di paese. Queste tracce sono destinate a contribuire in ogni senso alla crescita della comunità in cui queste persone hanno vissuto. Nel caso di Felice Frigerio quelle tracce sono pennellate di colore e schizzi di sanguigna, volti di madonne e scorci di una Cernusco trasfigurata, dal tempo e dal colore.
La mostra di questi giorni al municipio di Cernusco è occasione per ripensare al ruolo che persone come Frigerio hanno avuto, di legante ( oggi diremmo link) tra le generazioni, di trasmettitore non solo di tecniche ( e quelli che come me negli anni '80 si muovevano tra pannelli e pennelli in oratorio sanno di cosa parlo) ma anche di valori, e sappiamo quanto oggi ce ne sia bisogno.
mercoledì 17 marzo 2010
Sin da piccoli
In una frase: le relazioni umane si costruiscono sin da piccoli.
Risulta chiaro che è quindi necessario un substrato che ne favorisca lo sviluppo, e in questo è fondamentale il ruolo della famiglia.
Se questa si chiude a riccio, difficilmente ci potranno essere occasioni di scambio di esperienze, primo passo per un avvicinamento relazionale che possa poi risultare utile nelle successive fasi della vita.
E' pure interessante notare che questa valutazione non ha nessun addendum di tipo religioso: resta valida pure in senso laico, e quanto la parrocchia è in grado di dare è casomai un ambiente già customizzato per lo sviluppo del bambino in questo senso, ma è chiaro che qualsiasi agenzia educativa orientata all'infanzia favorisce questo sviluppo.
Grazie don Andrea di questa dritta.
Di Internet o la testa sotto la sabbia
Il febbraio scorso a
Vi hanno partecipato persone del calibro di Bill Gates ( Microsoft), Page e Brin (Google), J.Bezos (Amazon), D.Morin ( Facebook ), tutte che lavorano o studiano le nuove tecnologie e in particolare quelle inerenti a Internet e alla sua rete mondiale.
Ci si chiedera` a quale proposito annoto questo fatto, di per se` ininfluente al nostro vivere quotidiano. Il fatto e` che questi signori ( e signore ) stanno contribuendo a modificare sensibilmente i paradigmi della comunicazione e dell’economia.
E questo implica un cambiamento anche culturale, in senso pratico ( certe operazioni soprattutto burocratiche sono diventate uno scherzo, una volta on-line ) ma anche come visione
Lo sperimentiamo ogni giorno, ci rendiamo conto che la televisione non e` piu` la sola dispensatrice di notizie, vediamo i nostri figli ( e molti di noi ) usare i social-network come canale sempre aperto al mondo ( e se seguite “Una Parentesi Graffa” il programma delle 19.30 del venerdi su RCS, tenuto dai giovani dell’UPG di Cernusco , vi renderete conto che vi e` un uso simultaneo di vecchie – radio- e nuove tecnologie - SMS, Facebook, Community sul sito ).
Non ci sono alternative, non si puo` nascondere la testa sotto la sabbia, la societa` non e` piu` statica, ma liquida; Anche la comprensione dell’antico, dell’immutabile passa attraverso gli strumenti
Mi vengono in mente solo alcuni titoli che possono aiutarci non a smanettare sul PC ( per questo fatevi aiutare dai figli) ma a capire e interpretare i segni e le necessita` che questo nuovo mondo produce:
Chris Anderson, La Coda Lunga, da un mercato di
Ray Kurzweil, La singolarita` e` vicina, Apogeo;
Zigmunt Bauman, Modernita` liquida, Laterza;
Daniele Pitteri, Democrazia elettronica, Laterza.
sabato 6 marzo 2010
Il desiderio di scrivere


Durante la chiaccherata degli Incontri con le autrici di questa sera in Libreria del Naviglio, che ho avuto la fortuna di presiedere e che ha visto protagoniste Laura Bonalumi e Loredana Limone, una domanda ha sollecitato la mia riflessione.Infatti Eugenio, incidentalmente nostro sindaco, ha posto il seguente quesito, che è un po' la domanda che retrospettivamente si fanno tutti quelli che ambiscono a scrivere qualcosa di più della lista della spesa: come nasce il desiderio di scrivere una storia?
Senza andare a cercare di esprimere una sociologia della letteratura, che non mi è propria, penso che ci siano essenzialmente due modi di arrivare a produrre una storia, destinata a divenire un racconto o un romanzo.
La prima forma di motivazione è in-out: si narra di una esperienza che si è vissuta intensamente, non necessariamente in maniera autobiografica ma sicuramente portando le proprie tensioni e le proprie visioni della vita. Altrove viene detta autofiction , dove autobiografia e invenzione narrativa si confondono.
La seconda è una operazione in qualche modo inversa: attivati da quello che potrei definire come un fenomeno emergente nella complessità di stimoli che ci colpiscono ( concretamente, un evento, una particolare lettura, anche semplicemente un accenno su un qualsiasi media) si cerca l'approfondimento, si studiano i temi e i contesti, e da tale studio ne scaturisce una storia.
Oscillanti tra queste due opzioni ci sta un ampio ventaglio di possibilita` , limitate unicamente dalla fantasia dello scrittore e da poche regole di logica, racchiuse per lo piu` nel concetto di sospensione dell'incredulita`, accettato a patto che all'interno della storia esista una logica e venga rispettata.
In ogni caso, tutte le esperienze di scrittura hanno un altra caratteristica, specie se all'impegno non fa seguito una pur piccola soddisfazione pubblica: la tenacia.
Ma forse di questo parlerò un'altra volta.
venerdì 5 marzo 2010
Commento sul mio taccuino ( cartaceo e in web) gli argomenti che di volta in volta mi sembrano più interessanti, con un obiettivo semplice: cercare di migliorare e rendere più chiara la mia visione del mondo. E se questo può aiutare anche voi, ne sono felice.
