Questa crisi dei trasporti aerei dovuta ad una "normale" ( quant'anche rara ) manifestazione naturale, spinge ad una semplice riflessione: il sistema umano e quello naturale non sono insiemi disgiunti. Lo e` il pensiero, capace di immaginare cose slegate dalla fisicita` di questo nostro mondo. Pensiero che puo` anche prefigurarsi scenari ben piu` apocalittici di quelli vissuti da milioni di passeggeri in Europa ( ai quali va tutta la mia solidarieta` anche per il fatto che pure mio figlio e` incappato in questa disavventura in quel di Valencia ): La nube purpurea, un romanzo di M.P. Shiel, riporta di un fenomeno analogo a quello islandese, con esiti ben piu` nefasti: la totale scomparsa della vita animale sulla terra, con la sola eccezione del protagonista. Ne segue un viaggio nel disfacimento della terra, nella solitudine, nella caduta dell'anima. Ma con un finale che non e` senza speranza, perche` la speranza, si sa, e` l'ultima a morire
Da sempre i draghi sono stati sinonimo di male. Dal drago dell'Apocalisse a quello sconfitto da San Giorgio il mondo occidentale ha sempre personificato l'influenza del demonio sulla terra attraverso questi giganteschi animali, spesso molto intelligenti, probabilmente generati nell'immaginario dalla visione dei resti fossili di antichi dinosauri. La letteratura ne ha fatto man bassa, da Beowulf alla genesi di Artu` ( figlio di Uter Pendragon ) , sino ai recenti stereotipati lavori di Christpher Paolini ( Eragon e compagnia ) o Michael Ende ( il FortunaDrago della Storia Infinita ) o della nostra Silvana De Mari con il mai abbastanza "taggato" L'ultimo Elfo, alle varie declinazioni per il cinema ( DragonHeart su tutti ). In quasi tutti gli autori contemporanei o recenti il drago perde la connotazione puramente malvagia, mantenendo una lucida intelligenza in grado di tenere testa agli umani, rimanendo tuttavia nella collocazione di figura fantastica, sovrannaturale. Doveva arrivare Dragon Trainer, il film di animazione da poche settimane sugli schermi italiani, per sdoganare il drago come figura malefica e ricondurlo ad una dimensione animale, pur se con abilita` eccezionali, volare e fare fuoco. E` una bella storia, quella della lotta del villaggio vichingo con i draghi, che funziona come metafora della paura del diverso, combattuto con la sola motivazoine della sua diversita`. Solo l'empatia verso l'altro, l'aprire gli occhi senza pregiudizi condurra` il giovane protagonista a capire il valore che qegli strani esseri possono portare anche ai suoi rozzi compagni vichingi. Anche a me piacciono i draghi. Con una connotazione piu` legata alle tradizioni e leggende delle nostre terre. Spero di farvi leggere presto qualcosa. Per ora accontentatevi di questo.
"E' stata la filosofia di coloro che hanno creato la democrazia in cui ora viviamo. L'idea che in realtà nessuno sapesse come governare condusse a sperimentare un sistema in cui nuove idee si potessero sviluppare, veriuficare e se necessario scartare e sostituire con altre. Per tentativi ed errori.
Una conseguenza del fatto che la scienza, già alla fine del Settecento, si stava rivelando un'impresa di successo. Gia' allora era chiaro alle persone impegnate nella società il vantaggio di lasciare aperte tutte le possibilità: per loro il dubbio e la discussione erano essenziali per progredire.
Se vogliamo affrontare un problema ancora irrisolto, dobbiamo lasciar socchiusa la porta verso l'ignoto.
Siamo agli esordi della specie umana. Non c'e' da stupirsi se siamo sommersi dai problemi. Ma abbiamo davanti a noi decine di migliaia di anni. La nostra responsabilità consiste nel fare il possibile, nell'imparare il possibile, nel migliorare le soluzioni e nel trasmetterle.
Abbiamo il dovere di lasciare campo libero alle generazioni future. Vi e` il rischioche nell’impetodella gioventù l'umanita' commetta errori tali da impedirne la crescita futura.
E questo succedera` se pretendiamo di avere gia` la soluzione per ogni problema. Se soffochiamo ogni dibattito, ogni critica, proclamando: “Abbiamo trovato, gente, l’uomo e` salvo!”, consegneremo per lungo tempo gli uomini alle catene dell'autorita'.Li chiuderemo entro i confini della nostra attuale immaginazione. E' accaduto molte volte in passato.
Come scienziati, conosciamo i grandi progressi che scaturiscono da una soddisfacente filosofia dell'ignoranza e il grande progresso che nasce dalla libertà di pensiero; e' nostra responsabilità ribadire il valore di questa libertà: insegnare che il dubbio non va temuto ma accolto volentieri e discusso. Esigere tale libertà e' un dovere nei confronti delle generazioni future."
Richard P. Feynman
Da aIl valore della scienza in Il piacere di scoprire, Adelphi, 2008
Il clima politico nella nostra citta` non e` qualcosa di cui andare fieri. La dialettica politica e` sempre stata densa di denigrazioni dell'avversario e di attacchi volti a demonizzare, ma questo non giustifica il reiterare dello scontro. Ma aldila` delle recenti polemiche, tanto piu cocenti perche` vedono scontri tra affini, quello che mi disturba, e credo disturbi molti di coloro che come me buttano ben piu` di un occhio all'evolversi politico della nostra citta`, e` quel senso di arroganza e l'atteggiamento di arrocco sulle proprie posizioni che permea, A SINISTRA COME A DESTRA , qualsiasi discussione( basta leggersi lo storico della Piazzetta di Cernuscoinsieme, di esempi ne e` pieno ) . C'e` forse qualcuno che ha il coraggio di chiedersi: e se avessero ragione gli altri? e se avessimo fatto uno sbaglio? "L'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto" diceva Guccini, e il mio dubbio ( perche` son pieno di dubbi, sempre alla ricerca di quale sia la verita` tra le tante proclamate nei comunicati ) e` che il fine ultimo della politica sia quell'occasione che molti usano per poter realizzare i propri sogni - di carriera, di citta` ideale, di comunita`, etc - e che solo come condizione al contorno vi sia lo sforzo di perseguire il bene comune. Mi rendo conto, l'ho anche sperimentato, che l'impegno politico e` gravoso, spesso poco gratificante ( specie se si e` all'opposizione ) e complesso, dovendo tenere conto di fattori e di forze spesso tra loro contrapposte, spesso anche poco compreso dai comuni cittadini. Ma credo sia importante non perdere di vista l'obiettivo primario, che non e` la coesione in consiglio , il successo elettorale o la realizzazione, senza se e senza ma, di un opera urbanistica.
Tra i temi ricorrenti delle campagne elettorali locali c'e` quello della mobilita` sostenibile, e in particolare questo spesso si declina in chilometri di piste ciclabili. Gia`. Chilometri. Ieri la Moratti ( che non e` in campagna elettorale, ma questo ha tutta l'aria di una volata tirata per un suo amico candidato) ha promesso lo stanziamento di risorse per realizzare trenta Km di piste ciclabili. Anche Cernusco, nel suo piccolo, ne ha realizzato negli scorsi anni 3km e ha in progetto altri 4 km di piste. Numeri importanti e che certamente vanno nella direzione auspicata di liberare la citta` dal giogo del traffico automobilistico Ma siamo certi che il progresso nela cultura di una mobilita` sostenibile passi unicamente da un incremento quantitativo o non piuttosto da una maggiore attenzione al rapporto tra fruitore e spazi fruiti, all'ergonomicita` del tracciato, a una sorta di User Interface del territorio? Se provate a percorrere le piste ciclabili di molte nostre citta` potete rendervi conto di come vengano progettate "a metro lineare" senza tenere conto di chi le usa: angoli retti, punti ciechi, attraversamenti ad incroci senza segnalazione adeguata, strettoie, promiscuita` con i pedoni. Un maggior grado di indipendenza dall'auto viene dunque anche da una maggiore attenzione alla globalita` dell'esperienza ciclistica ( non ultimo esempio: sistemi di posteggio bici adeguati e ove possibile a prova di furto ) e da una traduzione di questa in progettazione adeguata.
Potrebbe sembrare pretenzioso intitolare un post così banale con un concetto così dirompente come la singolarità. Per chi non lo sapesse una singolarità tecnologicaè un punto, previsto nello sviluppo di una civilizzazione, dove il progresso tecnologico accelera oltre la capacità di comprendere e prevedere degli esseri umani moderni ( Ah, se non ci fosse Wikipedia! ). Effettivamente, nelle nostre case , di intelligenza diffusa se ne vede veramente poca, almeno a prima vista. Eppure, senza che ce ne rendiamo conto, una tecnologia intelligente ( ovvero creata da uomini che hanno "clonato" parte dei propri processi mentali per risolvere problemi circoscritti ) ci sta poco a poco circondando. Ci sono sveglie che si sincronizzano via radio con una stazione metrologica che fornisce l'indicazione di ora esatta; robot pulitori in grado di evitare ostacoli e gradini, correttori automatici che suppliscono alle nostre carenze grammaticali. All'uso di questi dispositivi ci stiamo abituando ( nonostante persistano problemi nell'interazione tra l'uomo e la tecnologia, così come bene descrive Luca Chittaro nel suo blog su Nova24 ), meno alla comprensione profonda dei meccanismi - senza dover necessariamente entrare nei dettagli tecnici - e agli effetti a breve e lungo termine che l'interazione con questi dispositivi porta sulle abitudini e sui costumi.
Appunti Commento sul mio taccuino ( cartaceo e in web) gli argomenti che di volta in volta mi sembrano più interessanti, con un obiettivo semplice: cercare di migliorare e rendere più chiara la mia visione del mondo. E se questo può aiutare anche voi, ne sono felice.