
Mi sono fatto una certa idea di Facebook, dopo alcuni mesi di (scarsa) frequentazione. L’idea di una grande bacheca mondiale dove ognuno puo` mettere quello che gli pare potrebbe sembrare vincente e di fatto lo e` stata, facendo diventare FB il sito piu` visitato dopo Google.
Ma molte sono le controindicazioni che a parer mio rendono FB molto piu` simile ad una piazzetta dove si puo` spettegolare e diffondere gossip che ad una agora` dove discutere di cose. L’assoluta liberta` dei temi da proporre agevola anche un chiacchericcio inutile e il piu` delle volte fastidioso.
Mi spiego meglio.
Se incontri un conoscente, nel salutarlo scambi con lui una serie di convenevoli ( come stai, e la famiglia, e il lavoro? etc. ) che in realta` non servono per informarsi veramente sulla sua situazione, ma semplicemente per rafforzare la relazione che esiste tra voi. Ne e` prova il fatto che se l’interlocutore abusa dell’incontro e ne approfitta per riversare su voi la storia della sua vita, il legame, anziche` rafforzarsi, si indebolisce ( e all’incontro successivo adotterete tattiche di fuga rapida ).
Facebook e` uno strumento potentissimo per rafforzare legami di conoscenza e amicizia ( anche se l’uso che fa della parola amico ha una alta dose di ambiguita` e altro ci sarebbe da dire su chi raccoglie “amicizie” per incrementare il suo score ) e i brevi messaggi sono un modo per dire “io sono ok, tu sei ok” .
Ma quando il limite si supera, eccedendo nel numero di messaggi o impoverendo il canale comunicativo con un borbottio autoreferenziale che equivale a dire “io sono ok, tu NON sei ok” (lo so, dovrei studiarmi un po’ di analisi transazionale, non semplicemente copiaincollare da qui), allora la disponibilita` ad ascoltare di smorza.
Perche` si e` disposti ad avere un canale “povero” di contenuti se l’interlocutore e` portatore di un legame anche nella vita reale, dove altri contenuti ed esperienze sono condivisi, ma non con chi chiede la tua amicizia e poi non e` in grado di far altro che parlare al proprio ombelico.
Perche` deve esistere un senso anche in un saluto.






